Mercoledì 16 febbraio prossimo, alle ore 18,00 inizierà il modulo di Ontologia della Scuola di Filosofia Cristiana del nostro Osservatorio [vedi qui il programma ]. Inizierà così un secondo ciclo, dopo quello iniziato nella primavera 2021 e che ora è arrivato al terzo modulo, quello di Teologia che si terrà tra qualche mese. Il nostro Osservatorio è pressoché l’unica realtà a proporre una formazione sistematica sia alla DOTTRINA SOCIALE DELLA CHIESA sia alla FILOSOFIA CRISTIANA. Come mai questo duplice impegno? In cosa convergono le due formazioni? Cosa c’entra l’ontologia con la Dottrina sociale? Proviamo a spiegarlo.

Tutto quanto riguarda la vita sociale e politica può avere un fondamento oggettivo e quindi libero da interessi particolari oppure essere frutto di una opinione o di un accordo tra punti di vista. Tutto? Si, tutto. La Costituzione, le leggi, le politiche, i regolamenti … possono essere considerati in due modi: come fondati su principi e valori oggettivi, oppure come fondati sull’opinione, sull’interesse, sulla forza, sulla maggioranza di chi li pone. Opinione, interesse, forza, maggioranza sono criteri relativi, di parte, possono mutare nel tempo, quindi il fondamento della vita politica che si basa su di essi è fragilissimo, anzi non è un fondamento. Inoltre non fornisce all’attività sociale e politica nessuna legittimazione ultima, ma si tratterà sempre di compromessi tra spinte diverse e patteggiamenti convenzionali. Se così è, però, la nostra vita sociale e politica non è guidata da nessuna verità e da nessun bene che non siano discrezionali e di parte. È molto brutto vivere in una società così. Anche se, ammesso e non concesso, a tutti fosse possibile dire la propria in un pubblico dibattito e fosse possibile raggiungere altissime percentuali di consenso attorno ad una certa scelta politica … sarebbe lo stesso brutto vivere così, perché non sarà mai il consenso a fare la verità, ma la verità a fare il vero consenso.

Tutta questa problematica ha un punto iniziale che consiste in questo: è possibile per gli uomini conoscere la realtà e la verità? Se si risponde di sì, allora c’è la possibilità di convergere tutti o almeno in molti verso principi e valori di convivenza sociale e politica non a nostra disposizione non manipolabili a nostro piacere, oggettivi e validi in qualsiasi situazione e circostanza, domani come oggi e oggi come ieri. Se invece non fosse possibile, allora tutto sarebbe opinione e convenzione: si farebbero le cose perché così si è deciso dopo una discussione, ma non perché sia giusto farlo.

Ecco allora stabilita la profonda relazione tra la Dottrina sociale della Chiesa, che si occupa di costruire la società umana secondo verità e giustizia, e l’ontologia, vale a dire la conoscenza originaria della realtà e dell’essere da parte degli uomini. Sull’essere è poi possibile fondare la morale e anche la morale sociale, stabilire un diritto e avere delle leggi e delle politiche per il bene comune. Viceversa il bene comune sarà inteso solo come frutto di un accordo tra i partecipanti alla vita sociale, come quando si va al ristorante in compagnia e si stabilisce un menù che vada bene per tutti.

Le due attività formative che l’Osservatorio sta portando avanti da tempo, sono quindi molto connesse. La crisi della politica è una crisi di verità della politica e questa è una crisi della verità. Formare il pensiero alla spontanea e naturale filosofia cristiana è quindi fondamentale per avere delle menti libere e capaci di pensare poi anche la vita sociale e politica.

Per questo vi invito a far conoscere, ad iscrivervi e a partecipare al modulo di Ontologia che partirà mercoledì 16 febbraio prossimo. Qui potrete trovare il programma e le indicazioni pratiche per iscriversi.

Stefano Fontana
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