[Nella festività di San Giovanni Bosco – 31 gennaio – pubblichiamo questo articolo di Daniela Vidoni. Ricordiamo altri contributi sullo stesso tema: Don Marco Begato, Giovanni Bosco santo sociale; Id., Don Bosco e la vera scuola cattolica; Id., Scuola cattolica: don Bosco vs. Ferrante Aporti. Ricordiamo infine il numero del “Bollettino di Dottrina sociale della Chiesa” dedicati a I Santi sociali: invitiamo a richiederlo all’Osservatorio].
Don Bosco (1815–1888) anticipa molti principi della Dottrina sociale della Chiesa che verrà sistematizzata ufficialmente solo dal 1891 con l’enciclica Rerum novarum. Le sue azioni incarnano perfettamente quei principi. Qui di seguito si riportano i punti salienti dell’opera di Don Bosco nell’ottica dell’enciclica.

1. Dignità della persona
Mette i giovani poveri e abbandonati al centro, soprattutto quelli esclusi dalla società urbana e industriale di Torino. Non li vede come “problemi sociali”, ma come persone con dignità e potenzialità. Anticipa il principio della dignità della persona umana.
2. Educazione come strumento di promozione sociale
Fonda oratori, scuole, laboratori artigianali. L’istruzione non è solo religiosa, ma umana e professionale. Anticipa l’idea che il lavoro e l’educazione siano vie fondamentali per la giustizia sociale.
3. Difesa dei giovani lavoratori
Si occupa dei ragazzi sfruttati come apprendisti. Stipula contratti di lavoro per proteggerli da abusi (orari, salari, maltrattamenti). Anticipa i diritti dei lavoratori e la tutela dei più deboli nel mondo del lavoro.
4. Solidarietà e bene comune
Crea una rete di sostegno di educatori, benefattori, famiglie e istituzioni. Non agisce da solo, ma costruisce comunità educative. Anticipa il principio di solidarietà e di bene comune.
5. Sussidiarietà “di fatto”
Aiuta i giovani a diventare autonomi, non dipendenti dall’assistenza. Valorizza le capacità personali e le realtà locali. Anticipa il principio di sussidiarietà (aiutare senza sostituirsi).
6. Metodo preventivo invece che repressivo
Il suo “Sistema Preventivo” si basa su ragione, religione e amorevolezza. Rifiuta punizioni violente e controllo oppressivo. Anticipa una visione umanistica della società e dell’autorità. Don Bosco vive la Dottrina sociale in anticipo: educazione, lavoro dignitoso, dignità umana, solidarietà e giustizia sociale.
Don Bosco e la Rerum novarum
Possiamo anche fare una comparazione tra le opere di don Bosco e la Rerum novarum:
1. Questione operaia e tutela dei lavoratori nella Rerum novarum
Difende i lavoratori dallo sfruttamento. Chiede salari giusti e condizioni umane
Protegge i più deboli nel sistema industriale. Si prende cura dei giovani operai e apprendisti. Stipula contratti di lavoro per tutelarli. Combatte lo sfruttamento minorile. Anticipa la risposta cristiana alla questione operaia.
2. Dignità della persona umana nella Rerum novarum
Ogni persona ha una dignità che va rispettata. Il lavoro non deve umiliare l’uomo
Don Bosco Vede nei giovani poveri persone, non scarti. Li educa con rispetto, fiducia e amorevolezza. Pone la persona prima del profitto.
3. Valore del lavoro nella Rerum novarum
Il lavoro è mezzo di realizzazione umana. Non è solo merce o strumento economico. Don Bosco insegna mestieri e professionalità. Il lavoro serve a rendere i giovani autonomi e dignitosi. Il lavoro è educativo e liberante non oppressivo.
4. Ruolo della società e della solidarietà nella Rerum novarum
Promuove collaborazione tra classi sociali. Incoraggia associazioni e corpi intermedi. Don Bosco crea comunità educative. Coinvolge laici, benefattori, educatori. Anticipa il principio di solidarietà sociale
5. Stato, Chiesa e educazione nella Rerum novarum
Lo Stato deve proteggere i deboli. La Chiesa ha un ruolo educativo e morale
Don Bosco non aspetta lo Stato: interviene direttamente. Agisce come educatore e guida morale. Mostra concretamente il ruolo sociale della Chiesa.
Don Bosco può essere considerato un precursore della Rerum novarum: prima ancora che la Chiesa formulasse una Dottrina sociale ufficiale, egli ne incarnò i principi attraverso l’educazione, la tutela dei giovani lavoratori e la difesa della dignità umana.
Daniela Vidoni
