
Ai lettori dell’Osservatorio propongo oggi una riflessione a partire dal recente substack di “The Meaning of Catholic” (vedi qui), organizzazione cattolica laicale dell’Alabama.
Il post preso in considerazione si intitola “Another Third Pornocracy Conclave: Let’s Prepare for the Worst and Hope for the Best”, ed è scritto da Timothy Flanders, autore del libro “City of God vs. City of Man: The Battles of the Church from Antiquity to the Present” (2021) (vedi qui).
Partiamo dal testo. Flanders trae dal proprio lavoro di indagine storica (“City of God…”) alcuni dati importanti e alcune interpretazioni: nella storia della Chiesa si sono succeduti tre periodi critici che possono essere chiamati periodi di pornocrazia. Noi saremmo nel cuore del terzo periodo (“I think it is helpful and accurate to describe the current period as the Third Pornocracy”). Accorgerci di essere nel terzo periodo di Pornocrazia sarebbe utile a prendere consapevolezza del fatto che lo Spirito Santo ci ha già condotti fuori da due periodi critici analoghi a quello presente: “it’s helpful to remember that the Holy Spirit has brought us through two previous periods like this”. Insomma, siamo davanti a un messaggio di speranza, o almeno a un dato storico che stronca la disperazione.
Prima di procedere, riprendiamo dalla Treccani la definizione di pornocrazia:
“Forma di governo caratterizzato dalla forte influenza esercitata dalle cortigiane, dalle favorite degli uomini di potere. Quindi, per estens., governo corrotto, che concede favori e privilegi non secondo il merito ma in base a personali preferenze”.
Quali sarebbero i tre periodi di pornocrazia vaticana?
A detta di Flanders il primo periodo trova il suo apice al termine del X secolo, nel pontificato di Giovanni XII, e il Conclave sarebbe la forma istituzionale creata dopo quel momento per difendere in avvenire la fase di elezione pontificale da ulteriori e scandalose ingerenze dei poteri corrotti.
“The most infamous episode in the First Pornocracy is definitely the death of John XII, who was probably an apostate and a Satanist… The creation of the conclave was occasioned by the First Pornocracy – it was meant to eliminate the forces which evil created the First Pornocracy”.
Il secondo periodo, che si imporrà nonostante lo strumento del Conclave, inizia con l’elezione forzosa di Martino IV, propugnatore della preudo-Crociata contro Costantinopoli al termine del XIII secolo.
“The creation of the Conclave did not prevent Charles of Anjou – St. Louis IX’s evil brother – from sending his army to the conclave of 1281 to force them to elect the Frenchman Simon de Brie as Martin IV, who promptly called a false crusade against the (Catholic) city of Constantinople”.
Il terzo periodo sarebbe iniziato nel 1903 (col veto dell’imperatore d’Austria Francesco Giuseppe all’elezione del card. Mariano Rampolla del Tindaro) o anche prima, e durerebbe fino a oggi.
“Some suggest Cardinal Rampolla was the origin of the Third Pornocracy, as he was accused of occult membership when he was elected pope in 1903 and then vetoed”.
Alla luce di tali eventi storici, Flanders sostiene alcune tesi:
La prima è che queste epoche di corruzione finora non sono state risolte da singoli Pontefici pii, ma da movimenti penitenziali di massa. Il che peraltro non toglie che sia possibile avere Pontefici santi durante un periodo di pornocrazia (Flanders, per esempio, cita Giovanni Paolo II).
“The point with this is that the corruption during a period of Pornocracy is so deep that a conclave, or even a pious Pope, will not change anything”.
La seconda è che tali movimenti sono stati accompagnati da eventi catastrofici (prima la peste nera e poi il luteranesimo), considerati dall’autore sia come interventi storici risolutivi di Dio sia come sprone penitenziale rivolto al popolo cristiano.
“What changed the First and Second Pronocracies, was not a pious Pope, but a mass movement of repentance… After these mass movements of repentance from the faithful, in each case God brought renewal to the Church after these dark periods”.
La terza è che la soluzione all’attuale pornocrazia, tenuto conto il livello di controllo garantito dall’ipertrofico apparato burocratico vigente, sembra di difficilissima attuazione.
“Moreover, in our period of the Third Pornocracy, the Vatican bureaucracy is so much more complex than any other time in history that the only thing a good Pope can possibly do to help the utterly corrupt Vatican is immediately sack every last bureaucrat in the Vatican”.
La quarta, più consolante e a mo’ di conclusione, è che la santità della Chiesa e dei singoli fedeli non chiede come prerogativa la guida di un apparato gerarchico-burocratico santo: possiamo salvarci anche se a Roma impera la corruzione.
“Lucky for us, Catholics don’t need a holy Vatican to save their souls”.
Non ho avuto ancora modo di approfondire le tesi dello studio citato, “City of God vs. City of Man”, lo farò. In generale non ho trovato riferimenti eccessivamente distanti da quanto già conoscevo in materia di storia ecclesiastica. L’interpretazione del tempo presente come ‘terza pornocrazia’ è audace e da vagliare meglio, ma certo stimolante, soprattutto se compresa alla luce delle quattro tesi precedenti.
Il mio fondatore, san Giovanni Bosco, forse biasimerebbe la divulgazione delle teorie flandersiane, lui che per tutta la vita ha cercato di coprire le vergogne della gerarchia a tutela della fede dei suoi giovani educandi.
In realtà credo che approfondire i capitoli della pornocrazia – antica e recente – sia oggi molto importante proprio per tutelare la fede di molti cattolici, decisamente turbati e disorientati davanti a tanta confusione che va montando all’interno della Chiesa nell’ultimo secolo.
Bisogna prendere atto con serietà e con serenità del fatto che Pontefici manovrati, Conclave sabotati, Canoni giuridici forzati, Gerarchia compromessa e simili ci sono sempre stati, e che la Chiesa ha camminato nel tempo proprio attraverso tali fenomeni, e che in nessun modo essi ne hanno ostacolato la crescita, e che la Santità della Chiesa si è anzi affermata attraverso il superamento di questi fattori critici storici.
La leggenda bianca apologetica aveva un senso pastorale duecento anni fa. Oggi serve del realismo, lo stesso realismo che, mentre punta il dito contro gli errori oggettivi del passato e del presente ecclesiale, ugualmente riconosce i grandi meriti di santità che in ogni epoca hanno permesso ai cattolici – sorretti in modo soprannaturale dalla Grazia dello Spirito Santo – di rialzarsi e di restituire lustro alla loro Madre Chiesa.
Che tutto questo sia di esempio costruttivo per noi. E ci aiuti ad amare non meno, ma di più, Colei che sacralmente ci ha rigenerati per la vita eterna.
Don Marco Begato
(Foto:Cardinal Mariano Rampolla, Di Philip de László, wikipedia, Pubblico dominio)
