
Il crepuscolo della modernità e l’avvenire della perennità è il tema della prossima Università estiva dell’Osservatorio Cardinale van Thuân che si terrà dal 23 al 26 luglio 2026 a Castellamare di Stabia (Napoli). Come nelle precedenti edizioni, il titolo impegna l’attenzione su due versanti complementari: quello analitico e quello sintetico.
Si tratta di riflettere, anzitutto, su un dato: la modernità proprio per affermare se stessa si sta sgretolando. La postmodernità mentre sta radicalizzando la modernità, la sta svuotando dall’interno. La cifra che ne indica l’epilogo è quella del nichilismo attivo ed istituzionalizzato, come tale insieme prometeico e dissolutore. Sempre più le indagini sul nostro tempo attestano crolli epocali, nei più diversi campi del conoscere e dell’agire. Tanto da lasciare intravedere una sorta di implosione (sotto i più diversi profili) del mondo storico erede dell’illuminismo e della Rivoluzione francese. Diagnosi di autori come Marcel De Corte, a proposito dell’intelligenza in pericolo di morte, e di Augusto Del Noce, sul suicidio della rivoluzione, ormai si palesano con i connotati della cronaca. Il tramonto del primato della finalità rende cieco l’uso delle tecniche, ed apre la strada ad un loro dominio disumanizzante. L’espulsione delle essenze fa precipitare l’esistenza nell’insensatezza. La risoluzione dell’immanentismo nel convenzionalismo e nel proceduralismo, spegne ogni luce di speranza.
A ben vedere, però, il crollo dei miti della modernità ha un effetto liberatorio. Desta l’avvertenza dell’intramontabilità di ciò che vale in se medesimo, di ciò che, essendo perenne, perché vero in se stesso, è sempre attuale. L’avvizzire di un universo ove il provvisorio è egemone, apre la strada al ritrovamento del permanente. Gli esiti esiziali dell’egemonia del relativismo fa emergere l’urgenza dell’Assoluto. L’obsolescenza della secolarizzazione, rende palese il fascino della Trascendenza. La diaspora del razionalismo rende viepiù viva l’esigenza dell’intelligenza. Al modo del criterio della fisiologia di fronte alle varianti delle patologie. Insomma, la perennità – propria di quanto è conforme alla natura delle cose – risulta l’autentica alternativa al tramonto della modernità. Anzi, proprio in quanto tale, ciò che è perenne si palesa foriero dell’avvenire. Come una saggia promessa sorretta dalla solidità della verifica.
Durante i giorni dell’Università estiva dell’Osservatorio, si susseguiranno relazioni che offriranno contributi essenziali per valutare e per prospettare. Con un panorama di temi, ampio ed attraente, che spazierà dalla storia alla letteratura, dalla teologia alla filosofia, tracciando profili e proponendo approfondimenti. Grazie al contributo di studiosi qualificati e generosi. In un contesto ove si coniugheranno concentrazione e cordialità, riflessione e ospitalità.
Prof. Giovanni Turco


