
Il nostro Osservatorio non ha una dimensione solo regionale, però ha sede in Veneto e segue quindi le vicende sia della Chiesa sia della società civile e politica di questa regione. Domani, 1 settembre 2026, il Consiglio regionale del Veneto esaminerà la proposta di legge di iniziativa popolare su “Procedure e tempi per l’assistenza sanitaria regionale al suicidio medicalmente assistito ai sensi e per effetto della sentenza n. 242 del 2019 della Corte costituzionale”, promossa dall’Associazione Luca Coscioni, con un sostegno politico trasversale e l’appoggio del Presidente del Consiglio regionale Luca Zaia
La formulazione di questa legge tiene conto delle esigenze espresse dalla Corte costituzionale e dei limiti entro i quali, secondo la Consulta, si può legiferare a questo proposito. Chi ha fatto la proposta e le forze politiche che la appoggiano pensano erroneamente che questo possa essere sufficiente per legittimare l’uccisione per legge di una persona. Pensano anche che la eventuale presenza nel testo di legge del diritto all’obiezione di coscienza da parte degli operatori sanitari possa giustificare l’ingiustificabile.
È opinione diffusa che la legge passerà. La Sinistra sembra molto compatta, mentre nel centro-destra si notano molte varianti. Partiti che in passato avevano manifestato una certa attenzione per queste problematiche legate ai principi non negoziabili, hanno incorporato i principi liberali nella mentalità soprattutto dei propri dirigenti: il caso di Luca Zaia è significativo. A quanto pare, Forza Italia sceglierà di non scegliere e di lasciare libertà di coscienza ai propri consiglieri, dando così prova di non sapere che la coscienza – compresa quella politica e dei politici – ha dei limiti non oltrepassabili. Concedere la libertà di coscienza significa abdicare alla politica, e ritenere che una questione come quella del suicidio assistito sia un fatto morale privato e non di etica pubblica.
Nel mondo cattolico si è notato qualche presa di posizione ufficiale contraria alla legge, come nel caso di Comunione e Liberazione Veneto e del Forum delle associazioni familiari del Veneto. Però la Chiesa veneta è ben lontana dall’intervenire in modo combattivo. L’ultimo documento emesso è stata una Nota del 2023, ormai parecchio tempo fa. Di recente, c’è stato un dibattito pubblico tra Luca Zaia e il Patriarca Francesco Moraglia, ma non si può dire che una tale discussione – “rispettosa e laica”, come è stata definita – sia sufficiente per esaurire l’impegno della Chiesa su questo fronte. Essa è lontana dal guidare la protesta, dall’indicare con forza gli obblighi morali sottostanti, di richiamare tutti i consiglieri alle loro responsabilità e magari anche intervenire direttamente su alcuni di loro, soprattutto quelli che vanno dicendosi cattolici. La Chiesa ormai pensa di non avere più doveri di questi tipo, ma solo di garantire un dibattito non divisivo. L’eventuale approvazione di questa legge avverrà nel silenzio delle diocesi e delle parrocchie, i fedeli non ne sapranno nulla, nessuno li informerà come nessuno li ha formati sui contenuti e spinti a mobilitarsi per influire sull’esito.
Per fortuna nel Consiglio regionale c’è qualcuno che in aula darà battaglia, come nel caso del consigliere Davide Lovat, oppure di consiglieri di altri partiti che dissentono dalla linea dei propri capi. In un precedente passaggio nel 2024 la medesima proposta di legge era stata bocciata per un voto. Speriamo che una imprevista mobilitazione dei consiglieri al difuori delle logiche di partito possa ottenere lo stesso risultato anche questa volta. Per fortuna ci saranno a Venezia delle manifestazioni, nate dal basso perché i vertiti sia politici che ecclesiastici non rispondono, contro la approvazione e la stessa discussione di questa legge. Infatti, già accettare di discuterne in aula significa ammettere la possibilità di permettere per legge l’omicidio.
Ai consiglieri che daranno battaglia in aula e a quanti risponderanno agli appelli a manifestare sotto il palazzo Ferro Fini della Regione a Venezia, va la nostra solidarietà.
(Foto, Foto di Gerd Altmann da Pixabay)
