Tra i punti toccati dalla recente enciclica pontificia, Magnifica Humanitas, spicca il riferimento al valore della scuola, interpellata sotto il profilo generazionale, sociopolitico, pedagogico, sapienziale e comunitario (§§143-147).

Il tema è caro da tempo al nostro Osservatorio e l’occasione è propizia per presentare e diffondere un testo di recente pubblicazione. Si tratta di “La scuola cattolica in Italia: 1993-2025: Storia, dati e prospettive strategiche” , scritto e pubblicato dal prof. Luca Lezzerini nel solco dei progetti della significativa associazione Lucis Veritatis.

Il saggio si presenta come un’operazione editoriale di rara onestà intellettuale e rigore metodologico. In un settore spesso dominato da narrazioni celebrative o, al contrario, da pregiudizi ideologici, l’autore sceglie la strada dell’analisi data-driven, ancorando ogni riflessione a un’imponente architettura di dati provenienti da fonti primarie (CSSC, MIM, INVALSI). L’opera documenta una trasformazione epocale: il passaggio da un sistema parallelo consolidato a una realtà in contrazione strutturale, che ha perso il 32% degli alunni e oltre 1.990 scuole dal picco del 2010. Il suo valore aggiunto risiede nella capacità di trasformare i numeri in giudizi sintetici e proposte operative per il futuro.

La caratteristica distintiva del volume è l’adozione di una scala di valutazione oggettiva della qualità. Lezzerini evita le opinioni soggettive, affidandosi ai dati INVALSI e ai monitoraggi del CSSC. Questo approccio permette di confermare scientificamente che, nonostante la crisi quantitativa, la qualità formativa della scuola cattolica — specialmente nel primo ciclo — rimane superiore alla media nazionale, con scarti positivi che in alcuni casi raggiungono i 20 punti nelle prove standardizzate.

L’analisi di Lezzerini mette in luce i chiaroscuri di un sistema che sta rinegoziando la propria identità tra vincoli normativi e mutamenti sociali. Li elenco in modo puntuale:

I Punti di Forza (Positività)

  • Qualità e Innovazione: Il sistema mantiene un “effetto-scuola” positivo, specialmente nella scuola dell’infanzia (dove la FISM copre il 37% del servizio nazionale) e nella formazione professionale salesiana (CNOS-FAP), che registra tassi di occupazione tra il 70% e l’85%.
  • Identità e Progetto Educativo: La scuola cattolica eccelle nella creazione di un clima scolastico positivo e in un rapporto fiduciario con le famiglie, che scelgono questi istituti per il progetto educativo globale e non solo per istanze religiose.
  • Resilienza e Nuove Forme: Il libro analizza con lungimiranza il boom dell’istruzione parentale di matrice cattolica (passata a oltre 16.800 studenti nel 2023-24), vedendola non solo come una fuga dal sistema, ma come una trasformazione della domanda educativa.

Le Criticità (Limiti)

  • Il Nodo Economico e la Parità Incompiuta: L’Italia rimane l'”eccezione negativa” in Europa: il finanziamento pubblico copre solo il 10-13% del costo per alunno, contro l’80-100% di paesi come Francia, Spagna o Olanda. Questo genera un “filtro economico” che rischia di rendere la scuola cattolica un’enclave per soli abbienti.
  • Crisi delle Vocazioni e Gestione: Il crollo delle vocazioni religiose ha imposto il passaggio a gestioni laicali, aumentando i costi del personale e mettendo in crisi la sostenibilità di molti piccoli istituti, specialmente al Sud.
  • Il Rischio Reputazionale: L’autore sottolinea la necessità di distinguere nettamente la scuola cattolica di qualità dal fenomeno dei “diplomifici”, che inquinano i dati medi del settore paritario nel Mezzogiorno.

L’indagine di Lezzerini non si limita alla diagnosi, bensì delinea un’agenda quinquennale basata su sette assi strategici, che riguardano la riflessione sul finanziamento pubblico per superare il sottofinanziamento cronico; la ricerca di una parità effettiva a livello di quadro normativo; l’investimento costante sulla qualità e identità della scuola cattolica; la cura e la preparazione di una governance adeguata, che passi dalla creazione di reti territoriali tra scuole e diocesi; il rilancio del rapporto con le famiglie e la visibilità sul territorio (comunicazione sociale e marketing da aggiornare); il potenziamento della rete di formazione professionale (il sistema degli IeFP, che in Italia è dominato dal modello vincente dei Salesiani di Don Bosco); la riflessione sul valore della scuola parentale e l’integrazione della stessa in un ecosistema coordinato tra scuole cattoliche.

Particolarmente interessante il frequente richiamo che l’autore solleva affinché le varie istituzioni cattoliche imparino a condividere il know how del fare scuola, per formare un fronte compatto e aggiornato, per ciò stesso capace di resistere all’onda del tempo e delle ideologie decisamente anti o acattoliche.

Il testo è certamente raccomandato alla lettura dei dirigenti e dei coordinatori scolastici, proprio per il triplice contributo: di dati oggettivi, di prospettive procedurali, di appelli valoriali con sguardo operativo ‘profetico’.

Don Marco Begato

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