“La scuola neutra non esiste”. Si potrebbe introdurre così l’agile ma denso volume La scuola cattolica nel tempo moderno. Programmazione didattica e scenari culturali, pubblicato dalle Edizioni Cantagalli nella collana “Quaderni dell’Osservatorio” dell’Osservatorio internazionale Cardinale Van Thuan. L’autore è il Prof. Marco Begato, sacerdote salesiano, docente di Filosofia e Dirigente Scolastico presso l’Istituto Don Bosco di Treviglio. Le sue pagine intendono contribuire al dibattito educativo contemporaneo, affrontando il tema dell’identità e della funzione della scuola cattolica nel contesto culturale moderno e proponendo una riflessione che intreccia fondamenti teoretici, analisi culturale e indicazioni didattiche operative.

L’opera è articolata in quattro parti. Nella prima, l’autore mette in chiaro il fondamento veritativo di qualsiasi discorso educativo cattolico: la verità cristiana non è un’idea astratta, ma coincide con la persona di Cristo, Logos divino incarnato. Da questa prospettiva deriva una visione inclusiva e universale della verità, già presente in nuce in ogni cultura attraverso i cosiddetti “semina Verbi”. Tale impostazione consente all’autore di evitare sia il relativismo sia l’esclusivismo confessionale, ponendo le basi per un dialogo autentico con il sapere umano. In particolare, il principio teologico dell’incarnazione è testimonianza di una verità che abita il mondo in tutti i suoi aspetti e di una cultura, quella cattolica, che ha saputo nei secoli inserirsi e convivere nei contesti più disparati, alla luce della propria vocazione inclusiva e universale (per l’appunto katà ólon).

La seconda parte analizza criticamente i principali modelli culturali della modernità, il naturalismo, il progressismo e il prospettivismo, e le rispettive derive scientiste, relativiste e nichiliste, evidenziandone i limiti rispetto alla questione della verità e dell’uomo. Secondo Begato, tali correnti tendono a ridurre la verità a dimensioni parziali (scientifiche, storiche o soggettive), producendo una visione impoverita della persona e del reale. Tuttavia, l’autore non si limita a una critica: riconosce in ciascun modello elementi positivi che possono contribuire a una purificazione e a un approfondimento della prospettiva cristiana, in un’ottica di confronto fecondo. In particolare tutta la riflessione della modernità fornisce gli strumenti per evitare visioni acritiche, aprioristiche o ingenue.

Nella terza parte viene delineato il cuore propositivo del testo: la costruzione di un modello culturale cattolico per la scuola. Esso deve essere al contempo identitario e inclusivo, capace di introdurre al sapere nella sua totalità prima ancora che alla confessione esplicita della fede. Centrale è l’idea che ogni disciplina, se autenticamente insegnata, possa rivelare tracce del Logos e contribuire a una visione unitaria del sapere. Ne deriva una didattica che integra dimensione intellettuale, spirituale e relazionale, coinvolgendo non solo gli studenti ma anche docenti, famiglie e territorio. In questo quadro, Begato individua alcuni compiti specifici della scuola cattolica: una rinnovata funzione apologetica (senza trionfalismi ma allo scopo di riconoscere l’importante contributo del cattolicesimo alla storia e alla cultura europea), il recupero del senso cristiano dello studio (che accompagna la bontà di ogni conoscere alla consapevolezza dei propri limiti) e la capacità di rileggere i saperi in chiave simbolica e teologica.

Infine, la quarta parte offre indicazioni pratiche per la progettazione didattica, invitando i docenti a confrontarsi criticamente con la cultura contemporanea, a superare contrapposizioni semplicistiche tra scienza e fede e a valorizzare le radici cristiane del sapere all’interno delle singole discipline.

Tra i principali punti di forza della proposta del Prof. Begato si possono evidenziare almeno tre aspetti. In primo luogo, la solidità teorica: il discorso viene sviluppato su basi filosofiche e teologiche rigorose, evitando semplificazioni ideologiche. In secondo luogo, la capacità di coniugare teoria e prassi: alla riflessione culturale si affiancano indicazioni concrete per l’azione educativa. Infine, l’equilibrio del tono: l’autore propone un’identità cattolica chiara e definita, ma non polemica né chiusa, aperta al dialogo e al riconoscimento del valore presente anche nelle culture non cristiane.

Nel contesto culturale e scolastico odierno, segnato da un’apparente neutralità che spesso si traduce in relativismo o nichilismo, la proposta di Begato risulta particolarmente significativa. Essa offre agli educatori uno strumento per ripensare la scuola non come spazio neutro, ma come luogo di formazione integrale della persona, in cui la ricerca della verità possa avvenire in modo unitario e significativo. In questo senso, il testo si rivela utile non solo per le scuole cattoliche, ma per chiunque sia interessato a una riflessione seria sul rapporto tra educazione, cultura e verità.

Alessandro Candilati

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