Attenzione: si inizia il 9 ottobre con la prolusione del Cardinale Eijk

Anche quest’anno l’edizione autunnale della Scuola Nazionale di Dottrina sociale della Chiesa affronta un tema sociale concreto e molto sentito: ORDINE E DISORDINE SOCIALE.

Le persone oggi sentono il disordine sociale soprattutto sotto il profilo della insicurezza. Si teme di non essere sicuri in casa propria, si ha paura a frequentare certe zone a certe ore della giornata, si sentono notizie di borseggi, spaccio di droga, violenze, soprattutto le donne si sentono indifese, si ha la percezione degli effetti di una immigrazione incontrollata, e si rimane colpiti dalle scarcerazioni facili di chi commette reati, anche violenti.

Per capire bene cosa ci sia al fondo di questa insicurezza, bisogna cercare le sue cause profonde, e a questo è dedicata la PROSSIMA SCUOLA NAZIONALE di Dottrina sociale della Chiesa. La causa profonda consiste nella “Dissocietà”.  Questo termine molto incisivo è stato coniato dal filosofo Marcel de Corte per indicare una “organizzazione della disorganizzazione”, come tende ad essere la nostra. La “dissocietà” è una società disordinata, ossia non è una società, perché non accetta che ci sia un ordine che preceda e fonda la comunità umana non sul consenso o sull’arbitrio ma sulla natura delle cose. La “dissocietà”, dice de Corte, è come un “circolo quadrato”: pretende di essere una società, ma rifiuta di uniformarsi ad un ordine precedente e fondante, l’ordine naturale delle cose. L’assurdità sta nel pretendere di annodare vincoli reali in un sistema che implica la negazione dei vincoli reali, sostituiti da quelli convenzionali.

La nostra società rifiuta la famiglia naturale, trasformata in un patto soggettivo a tempo, ma non può sfuggire al disordine che poi ne deriva. Si sforza di chiamarlo ordine ma è disordine, che si trascina anche nel campo educativo: disordinata è infatti l’educazione che diamo ai nostri ragazzi e giovani, e poi ci stupiamo per i coltelli nelle aule scolastiche. Ci lamentiamo del disordine e ci appelliamo alle leggi, ma le leggi non possono che essere disordinate se non rispettano una legge naturale che ne funga da base e fondamento. Una legge è legge quando crea ordine, una legge che crea disordine non è nemmeno una legge. Ci lamentiamo di alcuni magistrati quando mettono troppo facilmente in libertà i violenti arrestati dalle forze dell’ordine, ma la magistratura ha bisogno del rifermento ad una legge fondata su un ordine oggettivo e non solo promulgata da chi ne ha la facoltà, altrimenti la possono raggirare senza molti scrupoli. L’ordine naturale della società dice che la persona è dentro delle società naturali e corpi intermedi che vengono prima dello Stato, ma la “dissocietà” nega la loro esistenza sicché il cittadino si sente isolato e in balia dei più forti. La “dissocietà” è un’ anarchia truccata da ordine.

La Scuola Nazionale del prossimo autunno, che inizia il 9 ottobre, prende quindi spunto da un sentito bisogno delle persone e delle famiglie oggi, andando però a fondo delle cose. Il riferimento sistematico alla Dottrina sociale della Chiesa fornisce il quadro generale per compiere questa operazione di approfondimento e di architettura sociale, cercando di rimettere ogni cosa al suo posto, infatti in ciò consiste l’ordine. Non va nemmeno dimenticato che l’ordine è dato dal fine e dall’adesione delle parti ad un unico fine. La nostra è una “dissocietà” perché ha perso l’idea di avere un fine comune, che è stato sostituito da molteplici fini individuali privi di criterio perché fondati solo sugli atti singoli di volontà.

Vi invito a partecipare a questa prossima Scuola e a diffondere l’iniziativa per farla conoscere. Visionate i nomi dei relatori e i titoli delle singole lezioni per avere in modo completo il quadro della nostra proposta ed apprezzarne il valore e il significato.

Ricordo che il primo appuntamento è per la serata del 9 ottobre 2026, con la Prolusione del cardinale Willem Jacobus Eijk, primate d’Olanda e vescovo di Utrecht.  

Grazie e arrivederci,

Stefano Fontana

Per iscrizioni scrivere qui: scuole.ossvanthuan@gmail.com

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