Il fatto che il nuovo Papa provenga dall’ordine fondato da sant’Agostino d’Ippona può diventare occasione per riscoprirne gl’insegnamenti. Tuttavia, spesso il pensiero del sommo vescovo e dottore della Chiesa è stato selezionato ammettendone le tesi più tenere ma escludendone quelle più severe. Anni fa, un grande e compianto teologo si augurò l’arrivo di «un novello Agostino che ricordi agli uomini di Chiesa dimentichi o fedifraghi che non è lecito mettere il silenziatore a nessuna parte dell’Evangelo» (Brunero Gherardini, “La Cattolica. Elementi di ecclesiologia agostiniana”, Lindau, Torino 2011, p. 189). Pertanto, ci sembra opportuno raccogliere un breve florilegio di alcune severe ammonizioni sulla politica che animarono il governo episcopale del santo vescovo: vedrete che sono di grande attualità.
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Dio ha voluto sia il ricco che il povero
«Affinché i beni di questo mondo non siano creduti intrinsecamente cattivi, Dio lo concede ai santi; affinché quei beni non siano creduti beni supremi, Dio li concede anche ai cattivi». (Commento al Vangelo di san Giovanni, XXXII, 9)
«Dio avrebbe potuto nutrire egualmente tutti i poveri. (…) Tuttavia, talvolta è proprio Dio che fa gli uomini poveri, perché non vuole ch’essi posseggano per sé; quando Dio li rende poveri, lo fa per mettere alla prova i ricchi. (…) Dio ha fatto il ricco perché soccorresse il povero e ha fatto il povero per mettere alla prova il ricco» (Sermone 39°, 6)
«La Chiesa non si è impegnata a trasformare i poveri schiavi in liberi cittadini, ma a trarre virtuosi e fedeli cristiani dai mancipi» (Commenti ai Salmi, XXIV, 7)
«A che giova diventare poveri distribuendo i beni in dono ai poveri, se poi l’anima, disprezzando gli altri, diventa più superba di quanto lo fosse quando possedeva i beni?» (Epistola 211°, 6)
«Tutti costoro la smettano di parlare contro la Sacra Scrittura! Nei loro discorsi, esortino pure a conseguire i beni celesti, ma evitino di condannare i beni terreni! (…) Siccome coloro che traggono di che nutrirsi e vestirsi dalla religiosa generosità dei ricchi (…) non sono giudicati né condannati da quelle membra di Cristo che sono più perfette, (…) così neppure costoro dovrebbero condannare quei cristiani di minor merito dalle cui ricchezze traggono il proprio sostentamento». (Epistola 157°, IV, 37-38)
«Se il ricco superbo (…) avesse avuto misericordia del povero che giaceva disprezzato davanti alla sua porta, egli avrebbe meritato misericordia; inoltre, se quel povero avesse meritato solo per la sua povertà e non per la sua giustizia, senza dubbio egli non sarebbe stato sollevato dagli Angeli nel seno di quell’Abramo che, sulla terra, era stato ricco. Invece, per mostrarci che, nel povero, non era stata onorata la povertà per sé stessa e nel ricco non era stata condannata la ricchezza per sé stessa; invece, nell’uno aveva trovato il suo naturale compimento la pietà e nell’altro l’empietà». (Epistola 157°, IV, 23)
«Essere poveri non è questione di beni ma di desideri. Guarda quel ricco che ti sta accanto: egli possiede molto denaro, ma forse non è affatto avido; invece tu, pur non possedendo denaro, sei pieno di avidità!» (Commenti ai Salmi di lode, LI, 14)
«Ė meglio essere schiavi di un uomo che di una qualunque passione! Si ha maggior sicurezza servendo un uomo che la propria perversa cupidigia!» (La Città di Dio, XIX, 15)
«Tu ami salutarmente te stesso, se ami Dio più di te. (…) Inoltre, devi fare in modo che anche il tuo prossimo ami Dio con amore preferenziale. (…) Da questo precetto derivano tutti i doveri dell’umana società». (La moralità della Chiesa cattolica, XXVI, 49)
«Nel giorno del Giudizio, si vedranno molti servi tra i salvati e molti padroni tra i dannati; ma, parimenti, si vedranno molti padroni tra i salvati e molti servi tra i dannati. Infatti, il fatto che abbiamo consolato i servi non deve farci credere che tutti i servi siano buoni, né, il fatto che abbiamo umiliato la superbia dei padroni deve farci credere che tutti i padroni siano cattivi» (Commenti ai Salmi, Salmo 124°, III, 8)
Guido Vignelli
(Foto:Di Antonio Cifrondi – wikicommons, Pubblico dominio)
