La salita al Cielo di Benedetto XVI ha profondamente investito il nostro Osservatorio di commozione. Possiamo dire, infatti, che la vita del Van Thuân sia stata profondamente segnata da papa Benedetto, da molti punti di vista. Il nostro Osservatorio è stato fondato il 14 maggio 2004 e ha quindi iniziato ad essere operativo nel 2005, quando, a seguito della morte di Giovanni Paolo II, avvenuta il 2 aprile, è stato eletto papa il cardinale Ratzinger il 18 aprile dello stesso mese. Si può dire che siamo partiti in contemporanea con il pontificato di Benedetto. Il legame ideale c’era in un certo senso anche prima. Perché il cardinale Ratzinger era un grande estimatore del cardinale Van Thuân a cui faceva spesso visita durante la sua malattia che lo avrebbe portato alla morte nel 2002. Nell’enciclica Spe salvi, papa Benedetto ricorda in due punti il cardinale Van Thuân, apostolo della speranza cristiana. Il vescovo Giampaolo Crepaldi, fondatore del nostro Osservatorio e suo presidente fino a poco tempo fa, era allora segretario del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace e, nonostante non ci fossero collegamenti istituzionali tra quel dicastero pontificio e il nostro Osservatorio, tale situazione di fatto garantiva un legame molto stretto tra il magistero di papa Benedetto e l’Osservatorio. Ci si sentiva molto vicini a papa Benedetto e si seguiva con grande attenzione e non solo per dovere il suo insegnamento. Nel settembre 2007, quinto anniversario della morte del cardinale Van Thuân, lo staff del nostro Osservatorio al completo fu ricevuto a Castelgandolfo dal papa (a questo incontro si riferiscono le immagini di questo articolo), presenti il cardinale Martino, Presidente di Justitia et Pax e il vescovo Crepaldi.

Durante il pontificato di Benedetto il nostro Osservatorio dedicò al suo insegnamento sociale varie pubblicazioni che, in questo particolare momento vogliano ricordare. Nel 2008 abbiamo pubblicato nella collana “Quaderni dell’Osservatorio” delle edizioni Cantagalli il libro del vescovo Giampaolo Crepaldi, Dio o gli dèi. Dottrina sociale della Chiesa: percorsi.[QUI].  Il libro, che tratta vari problemi di Dottrina sociale della Chiesa, è completamente ispirato all’insegnamento di Benedetto come ben rivela lo stesso titolo, che nasce da una espressione ratzingeriana. Nel 2009, all’uscita dell’enciclica Caritas in veritate, il nostro Osservatorio ha pubblicato il testo dell’enciclica con una ampia Introduzione alla lettura del vescovo Giampaolo Crepaldi [QUI] che, proprio allora lasciava il suo incarico presso la Santa Sede per prendere possesso dell’ordinariato nella diocesi di Trieste.  

Nel 2013 è stato pubblicato da Cantagalli il libro Joseph Ratzinger / Benedetto XVI, Il posto di Dio nel mondo. Potere, politica, legge, a cura di Stefano Fontana e con una Postfazione del vescovo Giampaolo Crepaldi [QUI]. Si tratta della raccolta dei suoi più famosi discorsi, molti dei quali valgono un’enciclica. La Postfazione di Crepaldi è incentrata sulla famosissima Lectio di Regensburg (12 settembre 2006) di cui viene fatta una lettura politica. Nello stesso anno l’Osservatorio ha dedicato a papa Benedetto il fascicolo 4 del “Bollettino di Dottrina sociale della Chiesa” dal titolo “Potere, politica, legge: l’eredità di Benedetto XVI”.

Più di recente, sempre nella collana “Quaderni dell’Osservatorio”, è stato pubblicato il libro di Stefano Fontana, Capire Benedetto XVI. Tradizione e modernità ultimo appuntamento [QUI]. Data l’importanza di questo pontificato, qui si è inteso fare il punto su di esso, soprattutto dal punto di vista del pensiero e dell’insegnamento. Ne è uscito un quadro di grande apprezzamento per un magistero così elevato e profondo e nello stesso tempo la segnalazione di alcuni problemi nei rapporti tra la Chiesa e la modernità che Benedetto ha affrontato in modo da porre le basi per la loro soluzione, ma che non è riuscito a risolvere definitivamente. La partita non è stata completamente chiusa. Chiuderla non è compito dei laici ma del magistero. Secondo i tempi della provvidenza divina e nonostante periodi confusi come quello attuale, esso fornirà le necessarie precisazioni sulle questioni ancora aperte, come per esempio la libertà di religione, il dialogo interreligioso, il ruolo pubblico della religio vera, l’ordo missae ed altre ancora. Non spetta ai laici farlo. Il nostro Osservatorio ritiene comunque di dover continuare il proprio impegno nell’approfondimento e nella formazione affinché nella Chiesa si possa recuperare quando ancora manca e definire quanto  è ancora inconcluso.

Stefano Fontana 

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Direttore dell'Osservatore Card. Văn Thuận