Stefano Fontana, La filosofia cristiana. Uno sguardo unitario sugli ambiti del pensiero, Fede & Cultura, Verona 2021, pp. 301.

In questo saggio divulgativo, l’autore, direttore dell’Osservatorio internazionale Cardinale Van Thuân sulla Dottrina Sociale della Chiesa, presenta un quadro d’insieme propedeutico e introduttivo dei temi principali e delle grandi aree di indagine della filosofia cristiana, con uno sguardo particolarmente attento ai problemi che si presentano nella società occidentale contemporanea e nel suo clima culturale postmoderno e tendenzialmente postreligioso. Il termine filosofia cristiana si riferisce alla filosofia sviluppata sulla base del pensiero di Aristotele e di Tommaso d’Aquino (più in generale, erede del mondo classico e della Scolastica) e in accordo con il Magistero della Chiesa cattolica (infatti, è intesa anche come quadro filosofico di riferimento per la Dottrina sociale della Chiesa). Esso non indica il dibattito specialistico della prima metà del ʼ900; Stefano Fontana, tuttavia, segue Étienne Gilson, volendo indicare una ragione filosofica consapevole di muoversi nella fede cristiana e di trovare così la sua più piena espressione in quanto ragione. Altri riferimenti sono Cornelio Fabro, Réginald Garrigou-Lagrange, Antonio Livi. Il testo, però, offrendo una visione non storica ma sistematica e sintetica, non entra nelle distinzioni tra autori e scuole se non quando strettamente necessario. Tuttavia, in base al tema, la storia della filosofia, pur non trattata sistematicamente, compare spiegata in modo rapido ma puntuale, con un largo spazio alla filosofia moderna.

Dunque, il testo, di agile lettura e corredato da esempi chiari e molto attuali, con poche citazioni letterali, non ricostruisce il dibattito specialistico, ma raccoglie in una prospettiva sistematica e unitaria gli elementi basilari della filosofia cristiana, sempre al fine di orientarsi nel presente. Presenta i settori di studio, spiegandone concetti e tesi principali, e ne valorizza i legami tra loro e con l’insieme. Ciascuno corrisponde a uno dei sei capitoli o moduli: Ontologia (1. Tutti gli uomini conoscono l’essere; 2. Cosa sono, chi sono, perché sono; 3. Analogia, causalità, partecipazione; 4. Il primato del positivo; 5. La sostanza e gli accidenti; 6. Il mondo non è fatto a caso); Gnoseologia (1. Cosa conosciamo; 2. Conoscere con i sensi, conoscere con l’intelletto; 3. Concetti, giudizi, dimostrazioni; 4. La Fede come conoscenza; 5. Il mistero e la conoscenza del soprannaturale; 6. Il quadro del sapere); Teologia (1. Dio Causa prima e Fine ultimo; 2. La conoscenza di Dio; 3. L’ateismo; 4. L’ateismo filosofico della modernità; 5. Dio Creatore; 6. L’ateismo teologico); Antropologia (1. Metafisica della persona; 2. L’anima dell’uomo; 3. L’anima e il corpo; 4. La libertà; 5. Cultura, linguaggio, storia; 6. Persona, personalismo, personalismi); Morale (1. Ragione pratica e ragione teoretica; 2. Intelletto, volontà, passioni; 3. La legge morale; 4. La coscienza morale; 5. L’azione morale e la responsabilità; 6. Le virtù morali); Politica (1. Origini e fini della comunità politica; 2. Autorità, sovranità, potere; 3. Famiglia, società e Stato; 4. Il bene comune fine della politica; 5. Attività politica e forme di governo; 6. Politica e religione).

L’ordine non è casuale: i moduli, succedendosi, si sostengono a vicenda per formare un quadro di senso coerente; non si teme di ritornare pedagogicamente sugli stessi concetti per approfondirli o per chiarire un nuovo ragionamento. «In filosofia il primo passo è decisivo» (p. 136): l’ontologia è proposta per prima perché la conoscenza dell’essere è primaria rispetto a quella del nostro conoscere. Del resto, la polemica nei confronti del pensiero moderno e postmoderno, soprattutto negli aspetti relativisti, costruttivisti o decostruttivisti e scettici, è dichiarata sin dall’avvertenza al lettore, un provocatorio Elogio inattuale del sistema.

Grande importanza è riconosciuta alla metafisica, che garantisce l’unità del sapere e origina la vera interdisciplinarità, e intesa anche come «capacità della mente umana di oltrepassare i fenomeni e di attingere al fondamento» (p. 117), l’unica che può sostenere sia la possibilità di conoscere l’essere sia l’esistenza del mistero. Il modulo di gnoseologia sottolinea il legame strutturale delle operazioni dell’intelletto umano con la realtà: è una valida introduzione alla capacità della ragione umana, pur non onnisciente, di conoscere con vera certezza. Nella parte di teologia, distinte teologia razionale o naturale e teologia dogmatica, difende le cinque vie di San Tommaso, che si basano tutte «su un principio […] alla portata di tutti […] il più non viene dal meno» (p. 123). Particolare attenzione è dedicata all’ateismo, poiché «la postmodernità» è «prevalentemente atea in senso filosofico» (p. 135) e avversa «il principio di immanenza: la coscienza, il nostro pensiero, il nostro io, esprimono un atto che pone la determinazione della verità» (ibidem). La religiosità, invece, è virtù naturale che ordina i rapporti con Dio e tendenza naturale dell’uomo, come quella a vivere in società.

In antropologia, l’autore (consapevole che oggi è sviluppata a livelli disciplinari ben diversi) presenta una visione metafisica della persona, unica impostazione che può affrontare il problema dell’anima (e ne spiega la dimostrazione dell’immortalità fatta dall’Aquinate). «Dall’ordine dell’essere, ontologico e finalistico, la persona deriva il proprio senso e la propria reale sintassi vitale che la coscienza scopre e finalisticamente persegue» (p. 167). «Per essere veramente se stessa, la persona deve essere indisponibile anche a se stessa» (p. 166).

In morale, contesta alla radice l’idea oggi diffusa che una scelta sia moralmente buona solo perché frutto di autodeterminazione, di libertà intesa come libero arbitrio.

Parte molto riuscita è quella politica, nella quale la posizione classica è difesa con forza rispetto a quella moderna, pur attentamente ricostruita: la ragione politica, espressione della ragione umana in tutte le sue articolazioni, deve mantenere i propri collegamenti con morale, antropologia, teologia e metafisica. Essa non stabilisce cosa sia il bene, ma deve decidere sui mezzi da adoperare per raggiungerlo; invece, nelle teorie politiche moderne, il potere risulta uomo, animale, macchina, Dio.

Nei vari moduli, se il tema trattato è collegato (come la fede in quanto for-ma di conoscenza), il discorso introduce questioni più prettamente cattoliche e teologiche, ma senza confusione di piani.

In conclusione, queste pagine insegnano a pensare in modo filosofico, a ragionare seguendo un filo logico e ponendosi problemi. Perciò, il libro si rivela un utile strumento didattico per insegnare a pensare e a riconoscere in prima persona che la realtà è ordinata e razionalmente accessibile.

Miriam Savarese

“Acta Philosophica – Rivista internazionale di filosofia”, fascicolo II, vol. 30, anno 2021,   pp. 429-431. [actaphilosophica.it]

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