Ho appena finito di leggere l’articolo “La fine dell’AEIOU. Preludio alla tragedia dell’Europa” di Pau Rodríguez sulla rivista spagnola Cristiandad (Numero 1088, aprile 2022, p. 24-29). Nel 2022, sottolinea l’Autore, si celebra il primo centenario della morte del beato Carlo d’Asburgo-Lorena (Le dernier empereur, secondo come Jean Sévillia intitola uno dei suoi libri).

Mi interessa riprendere l’ultimo paragrafo dell’articolo. Pau Rodriguez afferma: “La morte dell’Impero austro-ungarico pose più problemi di quanti ne avesse risolti. Una potenza danubiana, come una grande federazione, capace di armonizzare popoli diversi, sarebbe stata l’alternativa al pangermanesimo, all’eccessivo nazionalismo e ai movimenti slavofili. Una monarchia danubiana insostituibile per l’equilibrio europeo. Questa era la proposta di colui che era conosciuto come Emperador del pueblo, il Beato Carlo I d’Austria e IV d’Ungheria” (p. 29).

La nota di Pau Rodríguez fa parte di una sorta di “dossier” sulla guerra tra Russia e Ucraina. Dopo aver pubblicato l’Atto di Consacrazione di Russia e Ucraina al Cuore immacolato di Maria di Papa Francesco, offre i seguenti articoli: “Il rifiuto russo del nuovo ordine mondiale in prospettiva storica” di Jorge Soley (pp. 8-10), “Putin e l’idea imperiale russa” di Miguel Ángel Belmonte (pp. 11-13); “Alcune considerazioni sulla guerra Russia-Ucraina” di Danilo Castellano (a p. 14,  si tratta delle Conclusioni di “Alcune riflessioni sulla guerra Russia-Ucraina”, Verbo,  n. 603-604, pp. 221-236); “Ciò che l’Occidente e la Russia devono riconoscere” di Henry Kissinger (pp. 15-16); Per risolvere la crisi  ucraina, inizio e fine, “The Washington Post”, (5 marzo 2014); “la falsificazione dell’anima russa” di Guillermo Elizalde Monroset (pp. 17-18); “Ucraina, storia e Chiesa” di José Ignacio Orbe (pp. 19-23); “La fine dell’AEIOU. Preludio alla tragedia dell’Europa” di Pau Rodríguez (pp. 24-29); “Pio XII. Testi per una pace giusta, onorevole e duratura” (pp. 30-33); “L’Holodomor” di Josep Mirò Escolà (pp. 34-36), “Quando la Polonia salvò di nuovo l’Europa: la guerra polacco-bolscevica” di José Luis Orella (pp. 37-39) e “Moldavia, una situazione simile all’Ucraina” di Zina Vasilache (pp. 40-42).

Come si può vedere, si tratta di un fascicolo molto illuminante l’attuale capitolo della guerra tra Russia e Ucraina per capire cosa sta succedendo oggi … poco più di 100 anni dopo la fine della prima guerra mondiale.

Da parte mia, vorrei aggiungere un’osservazione teologica con implicazioni politiche – non solo, teoriche ma molto concrete. Si tratta di ricordare il motto episcopale di Papa Pio XI: Pax Christi in regno Christi. Motto episcopale che, d’altra parte, potrebbe benissimo collegarsi a quello del suo successore Pio XII: Opus iustitiae pax e, tra l’altro, a quello di San Pio X: Omnia instaurare in Christo.

A questo aggiungo: la dissoluzione dell’Impero non avvenne spontaneamente. Era un obiettivo concreto dei poteri, non solo nemici del cristianesimo, ma anche del cristianesimo o dell’ordine sociale cristiano europeo.

Ricordo infine un aneddoto carico di significato simbolico che Jean Sévillia riporta in Le dernier empereur: colui che beatificò l’imperatore Carlo d’Asburgo-Lorena fu San Giovanni Paolo II, il cui nome di battesimo era Karol. Il padre di Wojtyla, contemporaneo del beato, gli aveva dato quel nome perché era un ufficiale dell’esercito imperiale.

Germán Masserdotti

Buenos Aires, Collegio degli Autori dell’Osservatorio

[Traduzione dallo spagnolo di Stefano Fontana]

 

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