150 persone provenienti da una decina di provincie italiane dal Piemonte al Lazio, otto sacerdoti presenti, molte scuole parentali cattoliche ed esperienze di homeschooling, pedagogisti, insegnanti e genitori di scuola paritaria e statale desiderosi di togliersi la camicia di forza, tre relazioni di contenuto e poi una fitta rete di contatti e scambio di esperienze. Questa in sintesi la riuscita Giornata nazionale sull’Educazione cattolica realizzata dall’Osservatorio cardinale Van Thuân sabato scorso 4 giugno a Lonigo (VI) nella ospitalità del convento di San Daniele dei Frati Minori.

Il titolo del convegno era allarmante e propositivo: “È il momento della vera scuola cattolica”, illustrato ancora meglio dal sottotitolo: “Uscire dal sistema per essere se stessi”. Le tre relazioni di Stefano Fontana, don Samuele Cecotti e don Marco Begato sono state concordi nel constatare che esiste ormai un sistema ben collaudato e che si muove con coerenza non per educare ma per diseducare, per togliere i figli ai genitori, per impedire alla Chiesa di continuare a considerarsi primario soggetto educativo e non solo collaboratrice esterna e occasionale dopo aver delegato l’educazione ad altri e soprattutto allo Stato. Questo sistema si chiude a riccio per impedire vie di fuga, approfitta delle emergenze per implementare forme di controllo educativo (“impressionante” è stata definita da don Begato l’immagine a tutti noi ormai nota, di Draghi senza mascherina, in un mare di bambini con il sorriso coperto da una inutile mascherina), interviene massicciamente sull’educazione perché da lì si controlla poi l’intera società e la politica.

Nella platea del convegno molti insegnanti che hanno lottato, subendone le conseguenze, per la libertà di educazione durante il Covid, di genitori che hanno iniziato esperienze coraggiose di homeschooling per “salvare l’anima” ai loro bambini, di gruppi di mamme e papà cattolici che hanno adibito clandestinamente un sottotetto ad una scuola parentale per un gruppettino di loro figlioli. Era presente anche qualche istituto religioso che ha sentito l’impellente chiamata di dare vita ad una scuola parentale veramente cattolica e veramente libera, con la pronta adesione di molte famiglie. Molte e diverse le esperienze, alcune già collaudate altre sulla linea di partenza: in tutti la convinzione che la strada è quella giusta, la strada della vera libertà sia secondo ragione che secondo fede.

Uscire dal sistema significa uscire dallo Stato e anche dalle strutture della Chiesa quando queste sono funzionali al nuovo regime educativo statalista. Come spesso purtroppo accade. La Chiesa oggi, è stato detto al convegno, è ancora interessata all’educazione, ma non più alll’educazione cattolica. Qui la testimonianza dei partecipanti è stata unanime: nessun aiuto dalle istituzioni ecclesiastiche, quando va bene c’è il silenzio e quando va peggio l’ostilità.

La Chiesa sembra aver stabilito di non avere nessun dovere/diritto originario di educare tutte le genti fino agli estremi confini della terra, ha cominciato a pensare di averlo fatto in passato per spirito di supplenza e che ora è giusto che siano le pubbliche istituzioni a provvedervi. In questo modo, però, la Chies rinuncia a quanto le è proprio per natura: come ha segnalato al convegno don Cecotti, la Chiesa insegna la verità rivelata, però questa si basa sulla ragione e quindi ha titolo originario anche per educare la ragione, in un unico progetto educativo perché unico, anche se distinto, è il progetto salvifico. Purtroppo, l’influenza di tante correnti della teologia contemporanea condizionate dalla prospettiva protestante ha rotto il rapporto tra fede e ragione sicché oggi si pensa che alla ragione debba pensare lo Stato e alla fede la Chiesa. Da qui il ritiro di quest’ultima dalla pubblica piazza.

Che poi magari lo Stato insegnasse ad usare la ragione. Oggi, anche se non da oggi, avviene il contrario. Come hanno segnalato le relazioni mattutine al convegno, dapprima lo Stato si è dichiarato neutro da principi e valori, poi ha cominciato a combattere coloro che pretendevano ancora di tenere formi principi e valori pubblici, quindi ha iniziato a fare violenza imponendo i propri principi e i propri valori. Come è avvenuto da qualche tempo con l’istituzione dell’insegnamento dell’Educazione Civica in ogni ordine di scuola pubblica. Lo spunto del convegno nazionale di sabato scorso è stata proprio la pubblicazione del libro dell’Osservatorio “Manuale per la buona Educazione Civica” (vedi QUI) che intende contrapporsi alla nuova religione civile con la quale il potere intende plagiare e rieducare i nostri giovani ad un concetto di cittadinanza da esso artificialmente prodotto. Il libro – e il convegno che ne è nato – si vuole opporre allo Stato Educatore, Formatore, Plasmatore … allo Stato Mamma.

I poteri reali però sono oggi più grandi dello stesso Stato, che impone l’educazione all’ideologia ambientalista per soddisfare le esigenze politiche ed economiche di chi vuole la transizione ecologica globale, che impone l’educazione digitale per soddisfare equivalenti esigenze politiche ed economiche di controllo globale dei movimenti, dei pensieri e dei desideri.

È il sistema, bellezza! Sì, ma bisogna uscirne.

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