
Nell’ottica del mero approfondimento dei fatti e di un sereno confronto, di seguito segnalo all’attenzione e alla riflessione dei lettori la riflessione scritta da Mons. Joseph E. Strickland, vescovo emerito, pubblicato sul suo blog (https://pillarsoffaith.net). Visitate il sito e valutate liberamente le varie opzioni offerte e le eventuali richieste. Ecco l’articolo nella traduzione da me curata. (Sabino Paciolla)
Circolano immagini e resoconti che mostrano una donna “vescovo” anglicana mentre compie un gesto di benedizione all’interno della Basilica di San Pietro. Per molti fedeli, questo non è stato un momento di unità, ma fonte di profonda confusione e dolore.
In qualità di successore degli Apostoli, mi sento in dovere di intervenire – non con durezza, ma con la chiarezza che nasce dalla carità.
Il sacerdozio cattolico non è una creazione umana. È un dono divino istituito da Nostro Signore Gesù Cristo, affidato alla Chiesa e custodito nel corso dei secoli con fedeltà e sacrificio. Il sacerdote, mediante l’ordinazione sacramentale, è configurato a Cristo in modo unico e insostituibile, agendo in persona Christi Capitis, soprattutto nell’offerta del Santo Sacrificio della Messa.
Per questo motivo, la Chiesa ha insegnato in modo definitivo di non avere l’autorità di conferire l’ordinazione sacerdotale alle donne. Questo insegnamento non è una questione aperta a cambiamenti, adattamenti o reinterpretazioni. Appartiene al deposito della fede.
Poiché l’Eucaristia è la vera rappresentazione del Sacrificio del Calvario, il sacerdote sta nella persona di Cristo Sposo, che offre Se stesso per la Sua Sposa, la Chiesa. Questo mistero nuziale non è simbolico: è sacramentale e reale. Qualsiasi gesto che oscuri questa verità, o offuschi la distinzione tra gli Ordini Sacri validi e quelle comunità che non li possiedono, rischia di indebolire la comprensione dei fedeli dell’Eucaristia stessa.
Per questo motivo, la Chiesa ha sempre custodito con la massima cura sia il sacerdozio che le parole sacre dell’Eucaristia. Il sacerdote non parla all’altare come mero rappresentante della comunità, ma in persona Christi Capitis – nella persona stessa di Cristo Capo – così che quando dice: «Questo è il mio Corpo… Questo è il mio Sangue», è Cristo stesso che parla e agisce. Se questa realtà venisse oscurata, o se la forma del sacramento fosse alterata in modo tale da non esprimere più chiaramente Cristo che agisce attraverso il sacerdote, i fedeli potrebbero essere indotti in grave confusione e l’integrità del sacramento stesso potrebbe essere messa in discussione. Per questo motivo, la Chiesa DEVE custodire con riverenza e fedeltà sia la realtà del sacerdozio sia la forma sacra affidatale da Cristo.
Si potrebbe dire che in questo caso non ha avuto luogo alcuna celebrazione eucaristica e che ciò che è avvenuto è stato semplicemente un gesto di benedizione. Tuttavia, nemmeno questo può essere considerato con leggerezza. I gesti pubblici all’interno degli spazi sacri hanno un significato reale. Quando una persona che non possiede validi Ordini Sacri viene accolta in un modo che sembra affermare o onorare un ruolo ministeriale che non può ricoprire, si rischia di dare l’impressione che tali ordini siano riconosciuti o intercambiabili con il sacerdozio cattolico.
Questa è fonte di confusione per i fedeli e motivo di legittima preoccupazione. La vera carità richiede chiarezza. Il rispetto per le persone non deve mai oscurare la verità sulla realtà sacramentale degli Ordini Sacri, che la Chiesa ha ricevuto da Cristo e non ha l’autorità di alterare.
Per questo motivo, esorto i fedeli non solo a rimanere saldi, ma a rispondere con la preghiera e la riparazione. Quando la confusione tocca ciò che è più sacro – quando il sacerdozio e l’Eucaristia vengono oscurati – la risposta adeguata dei fedeli non è il silenzio, ma l’amore espresso attraverso il sacrificio.
Vi chiedo, quindi:
- Di dedicare del tempo all’adorazione eucaristica
- Di recitare il Santo Rosario con rinnovato fervore
- Di offrire atti di penitenza e riparazione al Sacro Cuore di Gesù
- Intercedere per i sacerdoti, affinché siano fedeli alla loro sacra identità
- E pregare per la Chiesa, affinché sia purificata e rafforzata nella verità
Cristo non ha abbandonato la Sua Chiesa.
Anche nei momenti di prova, Egli rimane presente nell’Eucaristia – lo stesso ieri, oggi e per sempre. La verità del sacerdozio rimane intatta, non per forza umana, ma perché è radicata in Lui.
Rispondiamo, quindi, non con la disperazione, ma con la fedeltà. Aggrappiamoci a Cristo, amiamo la Sua Chiesa e preghiamo per la sua purificazione e il suo rinnovamento.
Possa la Beata Vergine Maria, Madre dell’Eterno Sommo Sacerdote, intercedere per noi, affinché il sacerdozio possa essere rinnovato nella santità e l’Eucaristia possa essere sempre adorata con la riverenza che merita.
Vescovo Joseph E. Strickland
Vescovo Emerito
(Di Interestmedia – Opera propria, CC BY-SA 4.0)
