Adorazione dei Pastori di M Stomer, Foto di Di Paris Orlando – Opera propria, Pubblico dominio

Cari Amici,

nell’augurarvi un Santo Natale di grazia e un 2026 ricco di benedizioni, non posso non richiamare la vostra mente al mistero dell’Incarnazione quale fondamento teologico della Dottrina sociale e dell’idea stessa di Cristianità.

L’Incarnazione del Logos rende impossibile concepire cristianamente una separazione tra mondo dello spirito e mondo dei corpi, tra celeste e terreno, tra persona spirituale e individuo materiale, tra cristiano e temporale, tra religione e vita socio-politica, tra Chiesa e res publica. Dio stesso si è fatto carne, è entrato nel tempo, nel mondo, nella storia degli uomini. Dio stesso ha assunto la natura umana in tutta la sua realtà, ha voluto essere embrione e feto prima che neonato, ha reso eterna la famiglia nella Sacra Famiglia, ha santificato il lavoro nella bottega del falegname, si è rivelato come Re crocifisso mostrando il volto sacrificale-oblativo della regalità.  

La Civiltà Cristiana – dunque la Dottrina sociale della Chiesa – è tutta compresa in potenza nel mistero dell’Incarnazione. Il Dio che si fa carne non può più essere “confinato” nell’iperuranio e il temporale non ammette secolarizzazione, non ammette di essere senza Dio. Dio si è fatto uomo per portare l’uomo a Dio, tutto l’uomo, ovvero ogni dimensione dell’umano: familiare, sociale, culturale, politica. Tutto ciò che è umano deve essere in comunione con il Dio che si è fatto uomo, tutto deve essere illuminato da Cristo, ogni ambito della vita umana deve essere evangelizzato.

Contemplando con commozione Gesù Bambino la notte santa di Natale, vi invito a prendere in considerazione seriamente il mistero dell’Incarnazione in tutte le sue esigenti implicazioni. Fuggiamo la tentazione di voler disincarnare il Verbo Incarnato, fuggiamo gli spiritualismi intimistici spesso banalmente consolatori su un piano psicologico, fuggiamo la tentazione del disimpegno sociale-politico, fuggiamo l’autoconfinamento in sagrestia e le nuove “scelte religiose”, fuggiamo l’impostura della secolarizzazione “cristiana” e il mito della laicità. 

Che la luce del Santo Natale ci doni un 2026 di rinnovato impegno culturale, sociale e politico per l’edificazione della Civiltà Cristiana a partire dal concreto delle nostre case e delle nostre comunità, per “instaurare omnia in Christo”.

L’Osservatorio è e sarà con voi nella buona battaglia, ogni giorno!

Buon Natale del Signore a tutti voi e alle vostre famiglie!      

don Samuele Cecotti – Vicepresidente

AIUTA L’OSSERVATORIO

DONA ORA QUI

Autore