Il prof. Giovanni Turco, filosofo del diritto e della politica, esperto di San Tommaso di livello internazionale, programma e guida da alcuni anni l’Università estiva dell’Osservatorio, un appuntamento formativo ormai consolidato.

Professore, cos’è l’Università dell’Osservatorio, quando e dove si svolgerà?

L’Università estiva dell’Osservatorio costituisce un’attività formativa, di livello universitario, promossa ed organizzata dall’Osservatorio Van Thân, aperta a chiunque desideri conoscere ed approfondire i temi di volta in volta proposti. Si tratta di un corso di lezioni, affidate a relatori di provata competenza, che affrontano questioni di grande rilievo intellettuale, morale, giuridico e politico, considerate verticalmente. Queste, cioè, sono pensate nella prospettiva delle alternative assiologiche che vi si dischiudono, tematizzandole essenzialmente. Donde analisi alla luce dei principi della filosofia classica e della teologia cattolica, in particolare della Dottrina sociale della Chiesa, nonché degli Autori che hanno contribuito a gettare luce sulle problematiche affrontate.

L’Università dell’Osservatorio, però, non si limita ad offrire un itinerario di studio. Essa è formativa anche sotto il versante spirituale, con la messa quotidiana, e dell’amicizia, con la possibilità di incontrare, nel segno della comunanza ideale, partecipanti provenienti da ogni parte della Penisola e oltre.

Quest’anno, come lo scorso anno, l’Università dell’Osservatorio sarà ospitata presso la casa religiosa delle Suore Compassioniste, a Scanzano di Castellammare (NA), e durerà da giovedì 17 a domenica 20 luglio 2025.

2) Qual è il tema centrale e come si svilupperà durante le giornate?

Ogni anno l’Università dell’Osservatorio propone una riflessione ampia ed articolata su un tema che, a partire dall’esperienza contemporanea, costituisce un punto di osservazione dirimente e consente di cogliere una alternativa chiarificatrice, tanto sotto il profilo del giudizio quanto sotto il profilo dell’azione. Analogamente al timbro delle passate edizioni – di cui segnalo quelli delle ultime due: Prometeismo moderno o creaturalità ordinata? e Dominio del virtuale o ritorno al reale? – il tema di quest’anno è La speranza operosa oltre i traumi storici. Si tratta di concentrare l’attenzione sui trami storici – ed anzitutto su questa nozione – subiti da popoli e patrie per effetto del tentativo di far passare progetti ideologici dalla teoria alla prassi. Per andare, poi, dalle ricostruzioni analitiche allo sguardo sintetico, ponendo mente al significato della speranza, quale moto affettivo e quale virtù teologale. Con ciò, mirando a capire il suo fondamento e le sue implicazioni (per il giudizio e per l’azione) ed oltrepassando la tentazione intellettuale e morale che consiste nel ritenere un dato ineluttabile lo “spirito dei tempi” (per cui alcune tesi sarebbero da ritenersi destinate a prevalere ed altre condannate all’inanità, per effetto del “vento della storia”). La “speranza operosa” è immune dalle ipoteche dello storicismo relativizzante, e sostiene un’attività fiduciosa nella permanenza della “natura delle cose”.             

3) Quali sono le finalità e a chi è rivolta l’Università dell’Osservatorio?

L’Università dell’Osservatorio ha una finalità formativa in senso ampio. Propone un itinerario di riflessione, un periodo di ricentramento spirituale ed un soggiorno intessuto di convivialità cordiale. In una cornice paesaggisticamente incantevole ed in un contesto di ospitalità accurata. La preghiera apre e chiude le giornate di studio, scandite da lezioni, dialoghi con i relatori, suggerimenti per gli approfondimenti, nonché da occasioni di serene pause e di fervida compagnia.

L’Università dell’Osservatorio è un’iniziativa aperta a tutti gli interessati, disponibili a fare tesoro di ogni suo momento. L’accesso, possibile fino alla saturazione dei posti disponibili, non ha preclusioni di età o di condizione, pur se è favorita, mediante particolari facilitazioni, la presenza dei giovani.

4) Oltre alle relazioni previste, cosa offre ancora questa università estiva?

L’Università dell’Osservatorio è ormai un evento di notevole richiamo. I relatori si trattengono generalmente durante tutta la durata dell’incontro, sicché oltre a fruire delle lezioni, i partecipanti possono agevolmente conversare con loro. Durante le serate è prevista, inoltre, la proiezione di un film ed un momento musicale. Il clima di amicizia è, peraltro, facilitato dalla gradevole cornice del giardino della casa religiosa ospitante. Così da ricomporre una unitarietà organica di pensiero, di fede e di vita. In questo senso, è un evento pressocché unico nel suo genere, ed ampiamente apprezzato da tutti coloro che vi hanno preso parte. Tale da far registrare ogni anno una costante crescita del numero degli iscritti. Chi vi ha partecipato ne ha conservato un ricordo eccellente. Vi ritorna molto volentieri e prevede il proprio periodo di ferie estive in modo da non mancarvi. Tanti ne hanno trasferito l’apprezzamento ad amici e familiari. Per alcuni si è trattato di una tappa di un cammino di formazione già consolidato, per altri di una felice scoperta. Ciascuno ne è diventato, a suo modo, un testimone ed un cooperatore.

Intervista di Fabio Trevisan

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