In questo periodo si parla molto del nuovo “Trattato sulle pandemie” e dei “Regolamenti Sanitari Internazionali” voluti dall’OMS e da chi la dirige (Tedros Ghebreyesus) o condiziona (Big Pharma, Fondazione Gates, Fondazione GAVI). Dei documenti circolano solo delle bozze, mentre i veri negoziati si svolgono in segreto. L’ultima decisione dovrebbe spettare alla 77a Assemblea Mondiale della Sanità dal 27 maggio 2024. Come evidenziato dalla Commissione Medico-Scientifica Indipendente, con le formulazioni attuali i risultati sarebbero, tra l’altro di aumentare a dismisura i costi dell’OMS, trasferire sovranità e potere decisionale in materia di salute al Direttore generale dell’OMS, consentire di dichiarare continue pandemie (anche potenziali o presunte), che possono giustificare più vaccini, passaporti vaccinali comprensivi di dati sensibili e valute digitali, espandere i programmi vaccinali, nonostante un’efficacia che va discussa e seri effetti avversi, anche a centinaia di prodotti in rapidissimo sviluppo.

Paradossalmente, mentre si dichiara di volersi preparare a nuove pandemie, si stimola la proliferazione di biolaboratori (in Italia sarebbero previsti uno per regione!), pur esistendo il fondato sospetto che la pandemia da SARS-CoV-2 sia originata dalla fuga da un laboratorio. Ma di questo neppure si fa parola. Piuttosto, il Trattato si propone di contrastare «disinformazione» e «incitamento all’odio e alla violenza», giustificando pretestuosamente la censura e la propaganda sui media e internet. L’indebito abbinamento di «incitamento alla violenza» e «disinformazione» è solo un espediente per imbavagliare il dibattito e censurare l’informazione non allineata. L’Associazione ContiamoCi, già il 27 dicembre 2022 scrisse una lettera alla Presidente del Consiglio Meloni in cui chiedeva che «il Governo Italiano non approvi tale trattato che annullerebbe ogni indipendenza delle nostre politiche sanitarie, che sarebbero sottomesse in modo vincolante alle decisioni dell’OMS».

Sarebbe diminutivo credere che le strategie dell’OMS si limitino al controllo delle future pandemie. In realtà, tale organizzazione è parte di un disegno molto più ampio di impostazione globalista, che con lo slogan di “One health” vorrebbe imporre un tipo di società basato sull’ideologia vaccinista, sull’innovazione tecnologica “verde”, sull’estremo ambientalismo già caro al WEF e sul controllo della popolazione mondiale. Anche questo tipo di strategie a lungo termine sono condotte però sottotraccia, in nome del benessere, della salute, della filantropia. Ben si sa, invece, che dietro ci sono dei colossali interessi economici gestiti da personaggi ben noti.

Tra le varie trame dell’OMS c’è anche la propaganda abortista, fatto poco conosciuto perché essa si svolge in modo nascosto e per tramite di altre organizzazioni collegate e ovviamente nel nome della «salute della donna». Si può dimostrare questo tipo di programmi seguendo la Fondazione OMS, che si presenta così: «Come Fondazione OMS, il nostro lavoro sostiene la missione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e dei suoi partner sul campo nel realizzare un mondo in cui tutte le persone raggiungano il più alto standard possibile di salute e benessere». Per ottenere questo suadente programma, la Fondazione OMS intende «mobilitare maggiori capitali privati e partenariati per portare avanti la missione dell’OMS, concentrandosi sull’impatto positivo sulle persone la cui vita dipende dal lavoro dell’OMS».

Nel Consiglio Direttivo della Fondazione OMS siedono rappresentanti dell’OMS, industriali farmaceutici, banchieri e politici, soprattutto africani. Ma quel che colpisce, per il tema che stiamo trattando, è la presenza tra i membri del board della dottoressa Senait Fisseha, presentata come «un leader riconosciuto a livello mondiale nel progresso dell’educazione alla salute riproduttiva e dell’uguaglianza di genere in Etiopia e nel mondo». «Inoltre, è stata nominata come una delle 100 africane più influenti del 2018 dalla rivista New African».  

Nel sito della Fondazione OMS non si legge molto altro sulla Fisseha, ma altre notizie si possono trovare in rete, assieme ad una foto col presidente Obama: «Senait Fisseha, etiope, è la fondatrice del Centro internazionale per la formazione sulla salute riproduttiva (CIRHT), che insegna agli studenti dei paesi in via di sviluppo come condurre aborti. CIRHT ha sede presso l’Università del Michigan». Ecco, quindi, che il cerchio si chiude: la «salute riproduttiva» per questa gente, ai vertici della OMS, è insegnare agli studenti come condurre aborti.

Ma non è finita. La Fisseha nel 2016-2017 ha presieduto la campagna di successo del dottor Tedros Ghebreyesus (già ministro della Sanità e poi degli Esteri in Etiopia, guarda caso) per diventare il primo direttore generale africano dell’Organizzazione mondiale della sanità. Poi si legge che«la dottoressa Fisseha rimarrà consigliere capo del dr. Tedros, pur mantenendo il suo lavoro come direttore dei programmi internazionali presso la Susan T. Buffett Foundation». E cosa sarà mai tale ultima Fondazione? La Susan Thompson Buffett Foundation è un’organizzazione di beneficenza fondata nel 1964 a Omaha, Nebraska, dall’investitore e industriale Warren Buffett come veicolo per gestire le sue donazioni di beneficenza. Nel 2014, la Fondazione si è classificata al quarto posto tra le fondazioni familiari per sovvenzioni erogate. Investe pesantemente in sovvenzioni per la salute riproduttiva e la pianificazione familiare in tutto il mondo, compresi investimenti sostanziali nell’aborto e nei contraccettivi. La Fondazione è nota per la sua attenzione all’accesso all’aborto e per la sua segretezza… spesso appare sotto le conferme di sovvenzione solo come donatore anonimo.

Si legge infine che quasi 3,8 milioni di dollari in donazioni della Buffet Foundation, di cui la consigliera-capo di Tedros Ghebreyesus è dirigente, sono andati a Planned Parenthood, essendo uno dei suoi principali contributori. Il resto che riguarda Planned Parenthood e il commercio di parti fetali attuato da tale organizzazione filantropica è noto, anche perché è oggetto del recente film Unplanned.

Quanto qui riportato potrebbe bastare a illustrare come la OMS sia impegnata per la tutela della “salute” del mondo intero.

Paolo Bellavite

lanuovabq.it

(Foto: Wikipedia,By RasDestaDamtew)

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