Pubblichiamo, con l’autorizzazione dell’editore, un breve ma significativo stralcio del libro di Stefano Fontana, “La Dottrina politica cattolica. Il quadro completo passo dopo passo”, Fede & Cultura, Verona 2023, pp. 254, euro 16. Il lettore potrà così vedere il metodo espositivo del Manuale che procede per brevi domande e brevi risposte. Per acquistare il libro vai QUI. Le spese di spedizione sono a nostro carico.

L’uomo ha due fini – naturale e soprannaturale – o ha un fine solo?

L’uomo non ha un “doppio fine”, temporale ed eterno, egli ha un “duplice fine”, ossia un unico fine articolato in due. Al fine della beatitudine eterna non è estranea la vita su questa terra.

CV 18, 29; EV 38; GS 76; LC 80.

Il fine terreno è subordinato al fine trascendente?

Si tratta di un unico processo salvifico, il cui scopo ultimo è trascendente. Ciò non significa che il fine terreno sia solo strumentale.

CV 11, 18, 29; EV 22; GS 72, 76; PP 16, 21; VS 36.

L’azione della Chiesa riguarda direttamente il solo fine trascendente o anche quello terreno?

Riguarda direttamente anche quest’ultimo, del quale la Grazia si occupa direttamente ma per volgerlo al fine ultimo.

Dire che la Chiesa si occupa del fine terreno direttamente non motiva un integralismo religioso?

Se la Grazia investisse il mondo solo indirettamente e non direttamente, essa sarebbe utile ma non necessaria alla salvezza del mondo. Se essa è necessaria allora lo investe direttamente, non per amministrarlo in modo clericale ma per rivolgerlo al fine ultimo e, così, contribuire anche a sanare le sue ferite di tipo naturale.

CV4.

La persona umana può essere il fine dell’azione sociale e politica?

Non può essere il fine ultimo dato che, tolto Dio è tolto anche l’uomo. La stessa dignità dell’uomo deriva da Dio. Umanesimo e personalismo non sono fini adeguati per l’azione sociale e politica. Il fine adeguato è la gloria di Dio che permette anche il bene dell’uomo.

CV 18; EV 21-23; GS 19-20.

Chi non crede nella vita eterna può abbracciare la DSC?

Non riesce a viverne la piena ricchezza che si nutre della vita della Grazia divina. Può confrontarsi con essa su alcuni temi pratici, ma in modo sempre incerto e precario. Può anche convertirsi nel trattare con essa, dato che la DSC educa alla fede.

CV 11.

La DSC può essere occasione di conversione alla fede?

Essa è educazione alle fede sia per chi la fede ce l’ha già, sia per chi non l’ha, ma tramite la DSC può essere ad essa condotto o da essa attirato. La DSC racchiude in sé tutta la verità della fede cattolica e quindi indirettamente educa ad essa. In questo senso essa interpella anche il non credente, non solo in un dialogo sui problemi sociali, ma anche sui presupposti di fede. L’annuncio della DSC avviene all’interno della pienezza dell’annuncio di Cristo.

L’ateismo è dannoso per la società?

L’ateismo non permette di costruire le relazioni sociali nella loro pienezza, perché il senso delle cose si disvela solo a partire dal loro fine ultimo. Non è possibile agire in vista del fine ultimo se non lo si conosce, come dice appunto di fare l’ateo. Una visione solo terrena non basta per costruire una società a misura di uomo. L’uomo infatti dice più di se stesso.

CA 13, 24; CV 18; GS 19; HG2 408; ID 457; QAM 24; SC 775.

I dogmi della Chiesa hanno un valore pubblico?

Quando la Chiesa proclama la sua dottrina su Cristo e sulla salvezza annuncia delle verità non private ma pubbliche e che contribuiscono in modo fondamentale alla costruzione della società. Impedire alla Chiesa di farlo, o autocensurarsi a farlo da parte di essa, porta ad un impoverimento gravoso della vita sociale.

I sacramenti hanno un significato pubblico?

Sì. Nei sacramenti è operante la grazia di Dio che ri-plasma il creato, è effettiva la nuova creazione che investe anche la vita sociale e politica. Una società senza sacramenti non può reggere nemmeno dal punto di vista umano. La vita della società ha bisogno della vita della Chiesa.

CA 55.

Le forme di devozione della Chiesa hanno un valore pubblico?

Sì. Per esempio, la devozione al Sacro Cuore di Gesù riconosce pubblicamente la regalità sociale di Gesù Cristo. Hanno un significato pubblico anche le devozioni per i santi, specialmente i cosiddetti “santi sociali”, e per i santi patroni delle città, delle nazioni o dei continenti visti come “defensores civitatis”, le consacrazioni al Sacro Cuore di Gesù o al Cuore Immacolato di Maria, le processioni, le preghiere per le necessità della vita, il suono delle campane, la recita del Santo Rosario, la benedizione dei luoghi pubblici e così via.

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Stefano Fontana

Direttore dell'Osservatorio Card. Van Thuận