Relazione tenuta dal Dott. Guido Vignelli il 22 aprile 2022 presso Società Domani, Palermo

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Le origini del Partito Radicale

Il Partito Radicale (PR) ha radici lontane nel movimento per un “socialismo liberale” avviato da Gobetti e dei fratelli Rosselli tra le due guerre mondiali, poi costituitosi nell’effimero Partito d’Azione; le sue radici prossime furono nel circolo intellettuale riunito intorno alla nota rivista Il Mondo, diretta da Mario Pannunzio e animata da personalità come Ernesto Rossi, Piero Calamandrei, Riccardo Bauer. Il 5 febbraio 1956, 32 consiglieri nazionali usciti dal PLI costituirono il Partito Radicale dei Liberali e Democratici Italiani (PRLDI), che come simbolo ufficioso scelse il “berretto frigio”. Fra i promotori ci furono, oltre ai citati Pannunzio e Rossi, altre personalità come gli storici Leo Valiani e Aldo Garosci, il filosofo Guido Calogero, l’architetto Bruno Zevi. A loro si unirono poi giovani rampanti come gli attivisti Marco Pannella e Franco Roccella, i giuristi Paolo Ungari e Stefano Rodotà, lo storico Piero Craveri, il linguista Tullio De Mauro, il politologo Massimo Teodori, i giornalisti Eugenio Scalfari e Lino Jannuzzi, gli attori Arnoldo Foà e Giorgio Albertazzi, il musicologo Massimo Mila. Tra il 1958 e il 1964, il nucleo intellettuale proveniente dalla rivista Il Mondo uscì dal PR per collaborare col PRI e col PSI. Nel PR rimasero solo 100 iscritti che si riorganizzarono intorno alla personalità del giovane Pannella. Giacinto Pannella (detto Marco) nacque a Teramo il 2 maggio 1930 da famiglia borghese della imprenditoria agraria; a scuola fu educato secondo il metodo Montessori. Pur essendo quello radicale un “non-partito”, Pannella è stato deputato alla Camera per 4 legislature (dal 1976 al 1992), poi europarlamentare per 6 legislature.  Pur avendo a lungo convissuto a lungo con una ginecologa, nel 1980 Pannella ammise di essere bisessuale e di avere avuto come amanti alcuni giovani da lui introdotti nel PR e avviati alla carriera politica. Pannella morì 19 maggio 2016, con la benedizione del Dalai Lama e con l’assistenza di mons. Paglia, ma i funerali celebrati furono civili.

Ideologia del PR

Per il PR, l’uomo è buono per natura e quindi ha diritto di pensare, volere e agire liberamente; se viene lasciato libero di espandersi spontaneamente, egli può fare solo il bene ed essere socievole. Di conseguenza, bisogna che gli uomini siano lasciati liberi di agire secondo i loro impulsi e interessi; “vietato vietare”. Il PR presuppone una concezione dell’individuo come fascio di pulsioni emotive ed erotiche che devono essere pienamente soddisfatte, altrimenti si sfogano nella violenza; la ragione deve porsi al servizio della volontà arbitraria e questa al servizio degl’istinti primari. Secondo Pannella, “nessuno dev’essere oppresso da un altro, ma nemmeno dev’essere difeso da un altro”; se il più forte vince, è perché ha saputo imporsi; se il più debole soccombe, è perché non ha saputo difendersi; così ha stabilito la natura (sadismo) e così deve funzionare la società (darwinismo sociale). La società è una costruzione innaturale e arbitraria, è un male minore che può essere tollerato solo se vieta per legge ogni forma d’imposizione e repressione e favorisce l’assoluta libertà individuale; altrimenti è una società “fascista”. Il male non sta nel peccato o nel reato compiuto dall’individuo, ma nella loro repressione punitiva effettuata dalle autorità e dalle istituzioni sociali (famiglia, scuola, professione, polizia, esercito, Stato, Chiesa). Come si vede, il PR è il più noto movimento politico italiano fautore della “quarta rivoluzione”, cioè della rivoluzione “in interiore homine” e nella vita quotidiana, compresa quella famigliare e sessuale.

Programma del PR

Il PR mira a “riformare” la politica e le istituzioni per renderle più adeguate allo spirito antifascista che ha animato la Resistenza; questo spirito suggerisce un programma politico “liberista, libertario e libertino”. Il PR si batte contro la partitocrazia, contro gli ordini professionali e i monopoli economici, contro il controllo statale delle comunicazioni, contro il militarismo e il “familismo”, soprattutto contro lo spirito autoritario e clericale. Ma il suo vero nemico sono i ceti medi, particolarmente la crescente piccola borghesia “moralista, sessuofoba, bigotta e retriva” che caratterizzò gli anni del secondo dopoguerra ed ebbe il proprio referente politico nella DC.   Il programma politico del PR di quei decenni puntava nel favorire la secolarizzazione e laicizzazione della vita pubblica, liberare lo Stato e le istituzioni dagli obblighi verso la religione, abolire l’insegnamento cattolico nelle scuole, abolire la fiscalità favorevole alla Chiesa, vietare alla Chiesa di gestire banche e di possedere patrimonio immobiliare, abolire il “Concordato fascista” tra Stato e Chiesa al fine di realizzare la piena libertà di culto e la parità di tutte le Chiese. Pur dichiarandosi non ostile al Cristianesimo, la politica del PR verso il mondo cattolico mirava dichiaratamente a far esplodere le contraddizioni insite tra il cittadino e il cristiano, in modo che la” coscienza laica” prevalesse sulla fede del credente.

Strategia del PR

Il metodo di Pannella consistette in una mescolanza di propaganda menzognera, metodologia fantasiosa e provocatoria, dialettica politica spregiudicata e prevaricazione al potere. La politica radicale si fece forza delle proprie lampanti contraddizioni. Ad esempio: contrasto tra rigorismo morale e spirito di compromesso, tra spontaneismo di base e dirigismo di vertice, tra pauperismo e avidità di finanziamenti, tra vittimismo e arroganza, tra pacifismo non-violento e aggressività verso oppositori. Soprattutto, colpisce l’alternanza tra incitazione a violare le leggi che vuole abolire e incitazione ad obbedire alle leggi che è riuscito a far approvare. Al riguardo, il PR usa la tattica di violare platealmente le leggi che vuole cambiare, in modo prima da costringere la Magistratura a intervenire facendo così pubblicità alle provocazioni radicali, poi da spingere la politica a intromettersi proponendo soluzioni di compromesso che favoriscono la propaganda radicale. Bisogna notare l’abilità del PR nell’usare tutti i mezzi di comunicazione, anche quelli degli avversari, per fare propaganda mediante slogan fuorvianti e dati inventati. Bisogna notare anche l’abilità nell’approfittarsi di tutte le occasioni e, se non ci sono, di suscitarne alcune al fine di strumentalizzarle per i propri fini. In particolare, si noti l’abilità nel propagandare casi umani anormali ed estremi (i cosiddetti “casi pietosi”) per favorire l’abolizione della normalità e delle regole sociali e morali ordinarie. Dimostrando spregiudicatezza e cinismo, Pannella di volta in volta si alleò ai partiti che gli erano utili per ottenere finanziamenti, visibilità, posti elettorali e incarichi di governo, per poi abbandonarli appena sfruttati.

Le campagne per i “diritti civili”

Prima ancora che esplodesse il Sessantotto, Pannella iniziò a impegnarsi nel creare un fronte partitico laicista (dal PLI al PCI) per legalizzare i “diritti civili” e tramite questi avviare un processo di più radicali riforme. Dal Congresso del PR del 1966, partì l’attacco metodico e sistematico alla tutela legale della famiglia: abolire reato di adulterio, indissolubilità matrimoniale, autorità genitoriale ed “educazione repressiva” dei figli, ma in favore della libertà sessuale per tutti, minori e bambini compresi. Mentre PCI e PSI volevano sovvertire tutto partendo da una riforma globale del diritto di famiglia da approvare in Parlamento, Pannella puntò ad avviare un graduale processo di riforme mobilitando gli scontenti mediante referendum popolari, partendo da quello per il divorzio. Il PR si fece la fama del partito che, pur restando estraneo alla dialettica parlamentare, risolveva problemi politici con la contestazione pubblica e la propaganda mass-mediatica. La campagna del PR per la legalizzazione del divorzio fu avviata nel 1966, quando Mauro Mellini fondò la Lega Italiana per il Divorzio (L.I.D.). La campagna fu appoggiata dalla stampa pornografica allora neonata (come ABC, Men), soprattutto quella diffusa dal gruppo editoriale Tattilo legato al PSI. La campagna per la chiusura dei manicomi si compie con l’approvazione della Legge n. 80 del 1978, nota come “legge Basaglia”, la quale stabilì la volontarietà dei trattamenti medico-sanitari ed abbandonò i matti alle loro famiglie o alla strada. Nel 1973, nacque il Centro d’Informazione sulla Sterilizzazione e sull’Aborto (C.I.S.A.), promosso dalle radicali Adele Faccio ed Emma Bonino, le quali praticarono apertamente l’aborto come disobbedienza civile, finendo arrestate ma poi rilasciate dalla Magistratura. Nel 1975, Pannella promosse la Lega 18 Maggio, per ottenere un referendum che cancellasse il divieto di aborto. Il settimanale l’Espresso la pubblicizzò con la famosa foto della donna gravida nuda e crocifissa. La legge abortista fu approvata dal Parlamento appena tra anni dopo (1978), grazie a un impegno occulto della DC di non ostacolarla.      Dal 1975, Pannella fondò il Coordinamento Radicale Antiproibizionista (CORA), avviando così la campagna radicale per legalizzare le droghe, partendo da quelle “leggere”. Nel 1993, la proposta radicale per legalizzare il “modico consumo” delle droghe “per uso personale” vinse una consultazione referendaria. Parallelamente, il sessuologo radicale Luigi De Marchi, discepolo dello psicologo Wilhelm Reich, fondò l’Associazione Italiana per l’Educazione Demografica (AIED). Con essa, il PR avviò la campagna per l’educazione sessuale obbligatoria nelle scuole di ogni ordine e grado mediante la propaganda della contraccezione e della pornografia. Successivamente, il segretario radicale Rutelli fece eleggere al Parlamento la porno attricetta Ilona Staller, come atto simbolico per normalizzare la pornografia.

La campagna del PR per legalizzare l’eutanasia attiva e diretta, fu avviata fin dal 1983, ma ha avuto molte vicende controverse e ha incontrato molti ostacoli, per cui è ancora in corso. Complicata e travagliata fu la campagna avviata dal PR nel 2001 per legalizzare la fecondazione artificiale, dapprima presentata come campagna per la libera ricerca scientifica e sperimentazione clinica sulle cellule staminali embrionali. Con la legge n. 40 del 2004, la fecondazione artificiale fu parzialmente approvata, ma con limiti e restrizioni che, avendo scontentato il PR, furono poi sostanzialmente aboliti da sentenze della Magistratura.

Le campagne “per la pace” e i “diritti umani”

Il 4 novembre 1969, il PR celebrò il primo Congresso Nazionale Antimilitarista, che fece nascere la Lega degli Obiettori di Coscienza (L.O.C.) al servizio militare. Con le marce popolari antimilitariste e le campagne di digiuno, nel 1972 Pannella riuscì ad abolire l’obbligo del servizio militare di leva e a ottenere la legalizzazione dell’obiezione di coscienza alla milizia armata. Successivamente, il PR tentò molte altre iniziative libertarie e pacifiste, come le seguenti campagne: per l’abolizione dell’ergastolo, contro la pena di morte, contro la libertà di caccia, per l’uscita dell’Europa dalla NATO e per il disarmo nucleare unilaterale dell’Occidente, per la trasformazione delle strutture militari in strutture di protezione civile e di controllo del territorio “in difesa della democrazia”, per il disarmo della polizia e la smilitarizzazione della Polizia Carceraria e della Guardia di Finanza, per abolire le leggi speciali carcerarie contro la delinquenza organizzata (mafia) e il terrorismo politico. Si noti che alcune di queste campagne furono fatte con la collaborazione di anarchici ed extraparlamentari di Sinistra compromessi con la guerriglia e il terrorismo (come Boato, Sofri, Negri, Piperno).

Trasformazione e crisi del PR “globalista”

Negli ultimi decenni del secolo, con l’avvento della globalizzazione, il PR ampliò il proprio orizzonte impegnandosi verso l’Europa e il mondo intero. A partire dalla fine del millennio, il PR da movimento di opinione diventò vero e proprio partito politico (il Partito Radicale Transnazionale) e Pannella s’impegnò anche a livello europeo facendosi eleggere nel Parlamento della UE. Il nuovo PR auspicò gli “Stati Uniti del mondo” intesi come organizzazione globale delle democrazie e sostenne che le organizzazioni internazionali hanno diritto alla “ingerenza umanitaria” nella vita degli Stati nazionali, senza tener conto della loro sovranità. Di conseguenza, i radicali tentarono di costituire nell’ONU un Tribunale Penale Internazionale Permanente contro i crimini di guerra. Nel 1995, il nuovo PR fu riconosciuto come ONG impegnata nel campo dei diritti umani presso il Consiglio Economico e Sociale dell’ONU (ECOSOC); ciò diede diritto ai radicali di partecipare ai lavori dell’ONU e di prender parola all’interno dei lavori delle organizzazioni dipendenti dal Consiglio, come la Commissione per i Diritti Umani e quella sulla droga. Da questo momento, i Radicali cominciarono a beneficiare ufficialmente di finanziamenti compromettenti, come quelli del noto speculatore Soros, promotore della libera droga. Tuttavia, nonostante autorevoli riconoscimenti e congrui finanziamenti, il PR non riuscì quasi mai a ottenere un significativo numero di adesioni nei Parlamenti nazionali né a coinvolgere pienamente l’opinione pubblica nelle proprie iniziative. Dal 2005, la Lista Pannella si presentò alle elezioni europee nello schieramento di Sinistra, alleandosi con i Socialisti Democratici di Boselli per costituire il partito La Rosa Nel Pugno, ma quest’alleanza si fermò al 2,5% dei voti. In Italia le cose non andarono meglio. Nelle elezioni nazionali, il PR da solo non ottenne mai più del 2,4%, arrivando talvolta al 4% ma solo insieme ad altre formazioni; nelle votazioni per il primo Parlamento Europeo arrivò al 3,7%. Lo stesso Pannella non ha mai ricevuto più di 66.000 preferenze alle votazioni. Il PR raggiunse il massimo di 37.000 sottoscrittori, ma non superò mai i 2.000 membri operativi. Inoltre, col tempo, il PR non ebbe più una propria vita politica e amministrativa interna, ma diventò una segreteria al servizio di guru come Pannella e Bonino.

Le ragioni di un successo non democratico

Il PR non è un partito né un movimento di opinione; è una setta, nel senso che non vuole convincere ma sedurre e manipolare l’opinione pubblica, spingendola a collaborare ciecamente a un processo sovversivo inspirato da una ideologia rivoluzionaria che non viene mai rivelata del tutto nei suoi fini ultimi caratterizzati da anarchismo e sadismo. Vanno poi notate alcune significative complicità godute dal PR che lo hanno facilitato nei suoi successi. La complicità del mondo politico, soprattutto di sinistra ma anche di destra, dovuta all’abilità avuta dal PR nell’infiltrare suoi uomini negli altri partiti, anche con l’espediente della doppia tessera d’iscrizione. La complicità delle istituzioni, specialmente della Magistratura, che ha quasi sempre ignorato o giustificato le violazioni di legge e le manifestazioni illegali dei capi radicali. La complicità del mondo intellettuale, anche da parte di gente non allineata col PR, come Vittorini, Pasolini, Sciascia, Galante Garrone, Colletti, Vertone, Pasquino, Panebianco, Ignazi, Fernando Savater, José Saramago, Rita Levi Montalcini. La complicità della grande stampa, a cominciare da L’Espresso (fondato da De Benedetti) e La Repubblica (fondato dall’ex radicale Scalfari). La complicità dei colossi editoriali: Bompiani, Rizzoli e Mondadori hanno stampato e diffuso libri e pubblicazioni radicali. Quanto alla complicità del mondo dello spettacolo, è impossibile anche solo fare una selezione. Segnaliamo solo alcuni noti esponenti del mondo musicale che hanno sostenuto le campagne del PR. Francesco De Gregori dedicò a Pannella la canzone Il signor Hood, paragonandolo al valoroso brigante Robin Hood; il complesso Articolo 31 gli dedicò la canzone Ohi Maria; Fabrizio De André, Lucio Dalla Antonello Venditti, Fabri Fibra e il rapper J-Ax fecero pubblicità al PR. Nonostante quest’armata propagandistica e pubblicitaria a disposizione, la rivoluzione liberale del PR non ottenne mai consensi di massa e molti suoi numerosi referendum non ottennero la maggioranza dei voti o furono disertati dagli elettori.

Conclusione

Il successo del PR è dovuto principalmente al fatto che ai suoi errori non sono stati opposte verità adeguate, alla sua strategia non è stata opposta una contro-strategia efficace, alle sue offensive non sono state opposte controffensive coraggiose. In particolare, il mondo cattolico non si rese conto della pericolosità del PR, non fu capace di confutare la sua ideologia, tantomeno di ostacolare la sua offensiva. Anzi, alcuni capi del mondo cattolico progressista (anche ecclesiastico) elogiarono il PR per spirito democratico, umanitario e perfino religioso e giunsero ad appoggiare le sue campagne “per la pace”, “contro la fame nel mondo”, “in difesa degli emarginati” e “contro le discriminazioni”, opponendosi solo ad alcune iniziative nel campo della famiglia e della vita. Scandalosa fu l’amicizia per Pannella e Bonino espressa da vescovi e cardinali come Paglia, Zuppi, Bassetti, Silvestrini e la simpatia manifestata dalla stessa Segreteria di Stato del Papa. Eppure, nonostante questo, l’ideale del PR non si è pienamente realizzato e la sua missione è rimasta incompiuta, perché l’ “uomo nuovo” non è nato e la società non è diventata più “libera ed eguale” ma anzi più oppressiva e discriminatoria. La popolazione italiana ha accolto i cambiamenti politici e sociali che favoriscono il permissivismo dell’ “uomo medio sensuale”, ma non si è spinta fino al punto di accettare l’ideologia satanica del PR e di percorrere fino in fondo il suo progetto sadico, che negli ultimi decenni si è fermato e tende a retrocedere. Anche per questo, oggi il processo rivoluzionario avanza per tentativi grossolani e azzardati, per sbalzi, scatti e ritirate, che ne rivelano la profonda crisi. Marco Pannella muore 86enne, a Roma, il 19 maggio 2016. La sua vita è sovrapponibile a quella del PR e Radio Radicale annuncia la sua dipartita con il requiem di Mozart. Sulla bara un khata tibetano (sciarpa cerimoniale del buddhismo), la bandiera del Tibet e un pacchetto di toscanelli.

Guido Vignelli

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