Il Manifesto del nostro Osservatorio “È il momento della vera scuola cattolica” ha avuto una buona accoglienza. È stato rilanciato dalle seguenti testate:

Blog di Sabino Paciolla

Duc in Altum di Aldo Maria Valli

Stilum Curiae di Marco Tosatti

Chiesa e postconcilio di Maria Guarini

Messa In Latino (MIL) di Luigi Casalini

Basta Bugie

Il Nuovo Arengario di Paolo Deotto

La Nuova Bussola Quotidiana ne ha parlato, rilanciandolo, con un bell’articolo di Marco Lepore.

Grazie a tutti [se altri lo avessero rilanciato a nostra insaputa lo segnaleremo in seguito].

Le adesioni stanno arrivando.

Una precisazione.

A proposito di adesioni dobbiamo fare una precisazione. Il Manifesto chiedeva l’adesione del mondo della scuola cattolica, ossia a chi fa homeschooling, alle scuole parentali cattoliche sia come scuole che come singoli genitori o insegnanti, alle scuole cattoliche paritaria sia come scuola che come singoli genitori e insegnanti, agli insegnanti cattolici nella scuola statale. Siamo lusingati che ci comunichino la loro adesione anche persone che sono interessate alla scuola cattolica ma non vi operano in qualche modo, diretto o indiretto che sia, ma l’invito era rivolto al mondo della scuola perché con chi aderisce il nostro Osservatorio conta di poter fare in futuro un lavoro di maturazione degli obiettivi e di formazione.

Una testimonianza dalla California

Una singolare adesione è arrivata anche dagli Stati Uniti. Siamo contenti di condividerla con voi, omettendo per discrezione il nome dell’autore e la sua residenza:

Se posso permettermi, dopo i complimenti per la chiarezza del manifesto nello spiegare i doveri ed i diritti della Chiesa, dei genitori e dello stato per quanto concerne l’educazione, e per l’importanza di questa chiamata per genitori ed educatori, ritengo che il problema per molti genitori nello scegliere l’homeschooling si configuri in due tipi di ostacoli. 

Il primo e’ la burocrazia e l’incertezza su cosa si possa e cosa non si possa fare. Il secondo è quello di sentirsi incapaci di provvedere all’istruzione dei figli e la conseguente paura di sobbarcarsi all’incarico. 

Negli Stati Uniti l’homeschooling è’ molto praticato, anche grazie ad una serie di istituti che essenzialmente si occupano di quei due ostacoli. Per quanto riguarda la burocrazia, si configurano come vere e proprie scuole, che praticano tuttavia la didattica a distanza (distance learning), quindi una volta che uno è iscritto, soddisfa agli obblighi di essere iscritto a scuola. Non mi dilungo, ma si occupano della diversa burocrazia, a seconda dello stato di residenza e delle diverse legislazioni. Per quanto riguarda la seconda, propongono dei curriculum (con ampio spazio per i genitori per quanto concerne la personalizzazione), che arrivano fino al dettaglio di cosa fare ciascuna settimana e ciascun giorno. Poi a seconda di quanto uno si sappia gestire, può far modifiche, o adattare la velocità, a seconda delle capacità e delle difficoltà incontrate dai bambini. Oppure anche scegliere di fare in proprio una determinata materia generando il proprio materiale per i corsi.

Per quanto riguarda il catechismo, per le elementari, gli istituti ai quali ci siamo interessati e quello a cui sono iscritti i bambini, credo seguano tutte il catechismo di Baltimora, un catechismo a domande e risposte, da mandare a memoria, simile se vogliamo al nostro catechismo di San Pio X. ed in aggiunta letture dalla Sacra Scrittura. 

Altre soluzioni che funzionano bene per altre famiglie, sono gli istituti che fanno didattica ibrida (1-2 giorni per settimana in presenza) e chiaramente quelli che fanno lezione in presenza cinque giorni alla settimana.

Sperando di potermi render utile per il progetto, chiedo venia per gli apostrofi in luogo degli accenti e vi saluto,

In Cordibus Iesu et Mariae,

Vi invitiamo a continuare a diffondere il Manifesto e a promuovere adesioni.

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