Venerdì 25 marzo, Annunciazione del Signore, si è compiuta la Consacrazione della Russia e dell’Ucraina al Cuore Immacolato di Maria. A consacrare i due popoli, storicamente fratelli anche se oggi tragicamente coinvolti in un violento conflitto, papa Francesco che così ha risposto alla supplica della Conferenza Episcopale Ucraina compiendo il gesto tanto atteso nello spirito della profezia di Fatima. Si sono uniti a papa Francesco nella solenne Consacrazione il papa emerito Benedetto XVI e tutti i Vescovi della terra.

Questo atto, così denso di significato, compiuto dal Papa e da tutti i Vescovi del mondo risponde a quanto rivelato dalla Madonna ai pastorelli nel 1917 circa la Russia e i destini del mondo e della Chiesa. La Vergine Maria chiama il mondo alla conversione, alla penitenza, alla riparazione e chiede la Consacrazione della Russia al Suo Cuore Immacolato. La promessa della Vergine è la pace! Se l’umanità si convertirà a Cristo, farà penitenza per i molti peccati commessi, riparerà e la Russia sarà consacrata, allora ci sarà la pace. La pace che la Madonna di Fatima promette non è la pace come la dà il mondo, non è la mera assenza di guerra, ancor meno è il deserto postbellico imposto dai vincitori ai vinti («ubi solitudinem faciunt, pacem appellant» Tacito), è la pace di Cristo, è tranquillitas ordinis (Agostino), è armonia di vita nell’unità in Cristo, è pace esteriore e temporale come riflesso della pace interiore e spirituale, è pace tra gli uomini perché prima di tutto è pace con Dio, è “opera di giustizia” (cf Is 32, 17), è bellezza, è sapiente disegno di unità.

Una simile pace, che è dono del Cielo, non può essere frutto di trattati internazionali o di astute mosse geopolitiche, è il frutto di una universale conversione degli uomini a Cristo, Principe della Pace. La promessa di Fatima è dunque molto più che una pace terrena, è la promessa di una nuova era di Cristianità, è promessa di una umanità convertita a Cristo. «Il mio Cuore Immacolato trionferà», in queste parole è contenuta l’idea d’una conversione a Cristo mediata dalla maternità di Maria, l’idea di un Regno sociale di Cristo che è anche Regno di Maria, l’idea di una diffusione nel mondo così grande della devozione al Cuore Immacolato da poter essere celebrata come trionfo universale. La pace promessa, dunque, è il frutto della conversione degli uomini a Cristo e il dono di Dio al mondo. Il trionfo del Cuore Immacolato segnerà l’inaugurarsi di questo tempo di pace in cui l’umanità sarà unita ai piedi di Cristo e protetta sotto il manto della Madonna.

Vedremo noi quella pace? Vedremo noi il trionfo del Cuore Immacolato di Maria Santissima? Vedremo noi la nuova Cristianità? Solo Dio conosce i tempi ma noi sappiamo già ora cosa ci è chiesto: convertirci, fare penitenza, riparare ai peccati commessi nostri e altrui, pregare, essere santi. Il trionfo del Cuore Immacolato e la pace promessa iniziano da noi, dal nostro essere fedeli a Dio e alla Sua Legge, dal nostro lasciarci guidare a Cristo da Maria. La pace si costruisce prima di tutto nel silenzio della preghiera, nel filiale affidamento alla Madonna, nella sincera ricerca della santità, in una reale conversione di vita tale da mettere il Signore al centro di tutto e sopra ogni cosa. La promessa della Madonna non è la pace come la dà il mondo ma la pace di Cristo: Pax Christi in Regno Christi.

Don Samuele Cecotti

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