
Il quinto viaggio apostolico internazionale di Papa Leone XIV, dal 25 al 28 settembre, lo ha visto pellegrino in Francia. Questo storico evento ha toccato il cuore spirituale e politico della nazione, registrando una straordinaria partecipazione di fedeli in un momento di forte risveglio della fede nel Paese.
Ciò non è sfuggito ai cronisti d’oltralpe e ai media internazionali, i quali sottolineano come le più clamorose conversioni avvengono tra le nuove generazioni.
I dati in merito sono significativi: negli ultimi anni è esploso il numero di partecipanti al tradizionale pellegrinaggio di Pentecoste Parigi-Chartres.
Solo nell’ultimo anno, ventimila fedeli hanno percorso i cento chilometri che separano la chiesa di Saint-Sulpice a Parigi dalla cattedrale di Chartres. Si tratta perlopiù di giovani under 30 con le idee chiare sulla dottrina cattolica e con una vita sacramentale intensa, caratterizzata da adorazione, rosario, canti tradizionali e una frequente predilezione per la Forma Straordinaria del Rito Romano.
Un altro dato emblematico è la crescita costante dei nuovi battezzati, un fenomeno che riguarda principalmente i giovani adulti. Durante la Pasqua del 2026, oltre 13.000 adulti hanno ricevuto il battesimo, con un aumento del 28% rispetto al 2025; un dato che, nell’arco di un decennio, risulta più che triplicato. Lo stesso Santo Padre, durante l’incontro all’Istituto Cattolico di Parigi, ha ammesso il proprio stupore per il numero di persone che si riaffacciano sulle soglie della fede. “Può sembrare paradossale — ha osservato Leone XIV — che così tante persone riscoprano il Vangelo nel contesto di una società fortemente secolarizzata“.
Sebbene i dati ufficiali confermino il calo complessivo dei battesimi in Francia – scesi a circa 150 mila nel 2024 rispetto ai 380 mila di quattro anni prima –, così come la contrazione dei fedeli (nel 2025 solo il 46% si dichiarava cattolico e appena il 5% frequentava la messa domenicale), emerge un segnale in controtendenza. Il dato positivo è rappresentato dalla conversione consapevole dei giovani adulti. Si tratta di ragazzi spinti da una profonda sete di verità e dal desiderio di dare un senso autentico alla propria vita.
In una Francia stretta tra un laicismo rigido e un islam sempre più pervasivo, molti cittadini sembrano voler recuperare la propria identità. Tuttavia, le testimonianze dei neoconvertiti rivelano un fenomeno variegato: c’è chi avverte una chiamata interiore, chi cerca un senso di fronte al vuoto del relativismo materialista, chi riscopre la fede degli antenati e chi viene attratto dai nuovi influencer cattolici sui social network, segno che questi strumenti possano diventare efficaci mezzi di evangelizzazione.
Queste premesse spiegano, almeno in parte, la folla oceanica di 800mila persone che ha accolto il Pontefice in Place de la Concorde a Parigi per una messa senza precedenti nel centro della capitale. Per trovare un evento di portata simile bisogna risalire alla Giornata Mondiale della Gioventù del 1997 con Giovanni Paolo II; in quel caso i fedeli furono un milione, ma provenivano da ogni angolo del pianeta.
L’aspetto più rilevante di questa rinascita sembra essere il ritorno a un cattolicesimo consapevole, non annacquato dalle mode e dalle ideologie del momento.
E a proposito di vecchie e nuove ideologie, nella piazza simbolo della Rivoluzione, davanti al presidente Macron e ai vertici della politica transalpina, il Papa ha richiamato la Francia alle proprie radici spirituali: “cari fratelli e sorelle, eredi di una lunga e bella storia santa in Francia, vi dico: abbeveratevi, a vostra volta, a questa fonte che è il Cuore trafitto di Gesù. Sì, avete sete di Dio, di vita, di verità, di unità, di pace, di comunione, di felicità. Aspirate a riscoprire un orizzonte luminoso, a costruire una nazione rinnovata a partire dalle sue radici irrigate dalla fede”.
Il Papa, durante il soggiorno a Parigi, ha fatto anche visita al sacrario dei martiri della rivoluzione francese. È la prima volta nella storia per un Pontefice. La persecuzione subita dai cattolici durante il terrore giacobino, e la conseguente diffusione degli ideali massonici e rivoluzionari, è all’origine di tanti mali della storia europea e rappresenta una delle tappe più importanti del processo rivoluzionario. Ecco perché questo gesto altamente simbolico va oltre una semplice commemorazione.
Altrettanto significativo è stato l’incontro con circa ottantamila giovani allo Stade de France di Saint-Denis, un evento distante anni luce dallo spettacolo grottesco delle scorse Olimpiadi parigine. All’indomani di questo evento, il quotidiano Le Figaro, nell’editoriale in prima pagina, firmato da Laurence de Charette, si è chiesto: “chi sono questi 80.000 giovani che per ore hanno riempito lo Stade de France di vitalità, fervore, canti, speranza? Cosa spinge, in una Francia disorientata, preda della violenza, questi adolescenti e questi giovani adulti a Saint-Denis per la semplice gioia di ascoltare il Santo Padre e contemplare al suo fianco la storia cristiana della Francia ricca di questi grandi santi ai quali fa così spesso riferimento?”. E ancora: “Da dove vengono tutti questi pellegrini? (…)Non vengono né da Marte né dall’Antichità, ma seguono questa inestinguibile sete di più grande che abita, da sempre, il cuore degli uomini”.
Il viaggio è continuato a Lourdes dove il Santo Padre ha incontrato l’umanità sofferente e le rappresentanze di pellegrini affetti da gravi mali fisici. Ad essi il Papa non ha fatto mancare tutto il suo affetto e la sua vicinanza, invitandoli a resistere alla cultura dello scarto e alle leggi che vorrebbero disciplinare il suicidio assistito e l’eutanasia: “So che per alcuni di voi, a causa di particolari patologie e di dolori talvolta terribili, l’orizzonte può apparire cupo, incerto, senza via d’uscita. Ma nessuna legge umana deve farvi perdere la certezza della vostra dignità. Al contrario, è proprio in nome di questa dignità inalienabile della persona umana che la tentazione di togliere la vita con il pretesto di una falsa compassione deve essere fermamente respinta. È impossibile considerare normale togliere la vita”.
Da sottolineare la frase con cui Papa Leone XIV conclude questo discorso rivolto ai pellegrini sofferenti:” Ciò che è legale non è necessariamente morale”. Un monito che ci riporta ad altri periodi oscuri della storia recente.
In ultimo il Pontefice ha tenuto un discorso presso il Centro Congressi “Robert Schuman” di Metz, dal titolo “Alle radici dell’Europa per la pace e l’unità”. Significativo il richiamo ad uno dei suoi padri fondatori, San Benedetto: “L’aiuto ai poveri, ai malati, agli anziani; l’educazione dei bambini e le università; gli ospedali e la medicina; l’architettura e l’ingegneria; lo sviluppo delle scienze; il diritto e l’organizzazione delle città e degli stessi Stati: tanti ambiti, in Europa, sono stati profondamente influenzati da san Benedetto e dai suoi monaci! Senza questa coltivazione monastica, la civiltà europea così come la conosciamo non esisterebbe. Qui, a Metz, grazie all’opera, tra gli altri, di san Crodegango, si respirava uno spirito benedettino di fraternità, comunione e condivisione. È da qui che il canto gregoriano si è diffuso nei territori carolingi, portando armonia e bellezza in tutto il continente”.
Questo viaggio apostolico continuerà a fare parlare di sé, perché l’auspicabile rinascita cattolica della Francia, storicamente definita la “figlia primogenita” della Chiesa, potrebbe rappresentare una concreta speranza per l’Europa e per il mondo intero.
Alla fine del suo discorso a Metz il Papa si rivolge ai giovani, con una ispirata esortazione: “Non abbiate paura di formare una famiglia, di generare figli, di difendere la dignità di ogni persona, dal primo istante nel seno della madre fino all’ultimo respiro. Non abbiate paura di lavorare instancabilmente al servizio del bene delle vostre comunità, anche attraverso l’impegno politico. Siate costruttori di comunità! E con voi, l’Europa, saldamente radicata, continuerà a fiorire e a ispirare il mondo intero. Che Dio vi sostenga in queste decisioni e che benedica e protegga tutta l’Europa!”
Vittorio Leo
(Foto di Tonny Huang su Unsplash)

