Washington, 23 gennaio 2026

È fantastico essere di nuovo qui con voi. Il mio primo discorso come Vicepresidente degli Stati Uniti è stato alla March for Life dello scorso anno, e sono orgoglioso di essere tornato, questa volta con un tempo decisamente migliore.

Alcuni di voi ricorderanno che nel mio discorso dello scorso anno vi ho detto che una delle cose che desideravo di più per gli Stati Uniti d’America era un aumento delle famiglie e dei bambini. Quindi, che sia messo agli atti che avete un Vicepresidente che mette in pratica ciò che predica.

Usha e io abbiamo annunciato questa settimana che stiamo aspettando il nostro quarto figlio, che sarà il nostro terzo maschio. Quindi accetteremo tutte le preghiere che potrete offrirci. Ne abbiamo sicuramente bisogno.

Quando sono stato qui l’anno scorso, ho dato un altro consiglio a questo gruppo, ed era molto semplice: siate gioiosi nella vostra difesa. Guardando questa folla oggi, mi sembra che abbiate preso molto a cuore questo suggerimento, perché vedo persone gioiose. Vedo nonne. Vedo genitori. Vedo bellissimi bambini con incredibili cappellini verdi: vi siete vestiti così per potervi ritrovare se vi perdeste? OK, è un ottimo piano. Porterò questo consiglio a casa con me.

Il tema della March for Life di quest’anno, come tutti sapete, è che la vita è un dono. E so che per me personalmente quest’anno c’è molto di cui essere grato. Sono grato alla mia famiglia, alla mia bellissima moglie Usha e a Dio che ci ha donato nuovamente il miracolo di una nuova vita.

Sono grato per questo movimento, per la verità che è dalla nostra parte. E, francamente, sono grato per le innovazioni tecnologiche che ci hanno permesso di affermare e proteggere la vita, cose come gli ultrasuoni 3D che non esistevano solo pochi decenni fa, cose come le nuove tecnologie mediche che hanno salvato la vita di innumerevoli bambini prematuri. Ma lasciatemi dire oggi che sono particolarmente grato a tutti voi, anche a quelli con i cappellini del Michigan [ride]. E ce ne sono un paio tra voi.

A tutte le migliaia di uomini, donne e bambini, ai gruppi parrocchiali, ai gruppi scolastici, ai nonni, ai bambini piccoli e a tutti gli altri che hanno sfidato questo freddo pomeriggio a Washington: tutti noi dell’Amministrazione Trump, dal Presidente in giù, vi ringraziamo per le vostre preghiere. Vi ringraziamo per la vostra perseveranza. E vi ringraziamo perché oggi stiamo tutti marciando per la vita.

So che molti di noi hanno ascoltato il Presidente poco prima, quindi sapete che ama e ha a cuore questo movimento. Ed è per questo che ha lottato per la causa pro-vita e che noi lo facciamo in questa Amministrazione. Tre anni fa – non possiamo dimenticarlo – lui e i giudici della Corte Suprema hanno emesso la sentenza più importante della mia vita. Perché con la sentenza Dobbs, quello che abbiamo fatto, quello che ha fatto il Presidente, quello che ha fatto la Corte Suprema, è stato porre fine definitivamente alla tirannia del potere giudiziario sulla questione della vita umana.

Ha distrutto una cultura di cinquant’anni di usa e getta, che trattava la vita umana come sacrificabile nel momento in cui diventava scomoda. E ha dato alla nostra Nazione e al nostro movimento il potere di costruire una cultura della vita partendo dalla base. E nell’ultimo anno mi sono vantato un po’: la nostra Amministrazione ha lavorato molto duramente per guidare questo sforzo e per raccogliere i pezzi e ripulire le macerie di cinque decenni di cattiva politica sulla questione della vita.

La nostra visione è semplice. Vogliamo che la vita prosperi negli Stati Uniti d’America. Vogliamo che gli Americani, tutti gli Americani di ogni ceto sociale, abbiano figli felici e sani, e vogliamo che li crescano con la certezza che avranno successo e cresceranno in sicurezza e prosperità, che avranno accesso a buoni lavori, ottime scuole, strade sicure e case accoglienti in cui crescere i propri figli. E vogliamo che tutte le nostre famiglie americane possano farlo con la certezza che la loro Nazione sarà al loro fianco, proprio come loro sono state al fianco degli Stati Uniti d’America.

Ora, lo sapete tutti molto bene: costruire una cultura della vita richiede persuasione. Ed è questo che rende questo momento così diverso rispetto al momento che è stato dominato dalla Corte Suprema per cinquant’anni. Non stiamo più cercando di discutere con la Corte Suprema. Stiamo cercando di persuadere i nostri concittadini che dobbiamo costruire quella cultura della vita. E come sapete, questo sforzo richiederà molto tempo, molta energia e un po’ di denaro. Ed è per questo che siamo qui, perché sapete che stiamo marciando per la vita perché vogliamo che i nostri meravigliosi concittadini americani, anche se… non sono d’accordo con noi, sappiano che la vita è degna. È degna di protezione. Ed è per questo che oggi marciamo.

Quindi lasciate che vi dica una cosa molto semplice: che, sotto questa Amministrazione, ancora una volta, dal Presidente degli Stati Uniti al Vicepresidente, avete un alleato alla Casa Bianca.

Ora, parte del nostro lavoro nell’ultimo anno è stato semplice e facile. Abbiamo iniziato annullando i mali che abbiamo visto sotto la precedente Amministrazione; come, ad esempio, mettere in prigione sacerdoti e nonne per aver pregato fuori da una clinica: questo è finito. L’abbiamo fermato.

Laddove la precedente Amministrazione imponeva il finanziamento da parte dei contribuenti degli aborti, comprese le spese di viaggio, in tutto il governo, questa Amministrazione ha posto fine a tutto ciò.

E nell’ultimo anno abbiamo costruito con costanza sulle vittorie del primo mandato del Presidente. Abbiamo garantito la libertà religiosa negli Stati Uniti d’America. Ancora una volta, questo era importante.

Abbiamo posto fine alla censura dei Cristiani, degli Ebrei e di altri Americani di fede che venivano puniti semplicemente per aver seguito la loro fede nella vita pubblica. Abbiamo ampliato la tutela della coscienza per gli operatori sanitari e difeso l’affidamento e l’adozione basati sulla fede.

Abbiamo smantellato le regole dell’era Biden e garantito che nessuna suora, nessuna infermiera, nessun farmacista e nessun medico debba rinunciare alla propria fede e ai propri valori all’ingresso del proprio posto di lavoro.

E sotto l’ultima Amministrazione, sotto il Presidente Biden e i democratici del Congresso, il potere del Governo che conosciamo è stato schierato contro di noi, contro la nostra fede, contro le nostre famiglie e, soprattutto, contro i più vulnerabili. Questo è finito con l’Amministrazione Trump e non tornerà più.

Proprio questa settimana, proprio questa settimana, abbiamo agito per costringere l’Illinois a conformarsi all’emendamento Weldon e impedire che gli operatori sanitari siano obbligati a indirizzare le donne verso l’aborto. È stata una mossa importante.

E come il Presidente sa meglio di chiunque altro, se vogliamo convincere più Americani a scegliere la vita, dobbiamo anche scegliere politiche che rendano possibile la vita familiare. Quindi abbiamo fatto anche questo.

Con i conti Trump, abbiamo iniziato fin dall’inizio della vita a investire in ogni nuovo bambino americano dal primo giorno in poi. Abbiamo sostenuto i genitori aumentando anche il credito d’imposta per i figli, perché nessuna famiglia dovrebbe essere penalizzata per aver scelto di avere figli. Anzi, dovremmo premiare le famiglie che scelgono di avere figli.

E quando Usha e io stavamo discutendo se avere un quarto figlio, ho detto: «Tesoro, abbiamo un credito d’imposta per i figli ampliato e abbiamo i conti Trump. Dobbiamo approfittare di queste cose».

Stiamo ripristinando la proprietà immobiliare per le famiglie vere. E forse non pensate che questo sia collegato alla causa pro-vita, ma quando garantiamo che le famiglie vere, le mamme e i papà, invece di Wall Street, abbiano accesso alle case americane, contribuiamo a creare quell’importante cultura della vita.

E la cosa di cui forse sono più orgoglioso è che siamo stati amministratori responsabili dei vostri soldi delle tasse su questa questione della vita. Così ieri, questa Amministrazione ha avviato indagini per frode nei confronti delle affiliate di Planned Parenthood per milioni di dollari in prestiti PPP che sono stati ricevuti illegalmente e condonati illegalmente dall’Amministrazione Biden. Non si dovrebbe poter commettere frodi e utilizzare i soldi dei contribuenti per l’aborto. È semplice.

In molti dei nostri Dipartimenti abbiamo ripristinato il divieto di utilizzare tessuti fetali nella ricerca federale. Questo è un altro risultato importante.

E c’è qualcosa di cui siamo molto orgogliosi: stiamo riportando la responsabilità anche nella nostra politica estera. Sotto Joe Biden, la politica degli Stati Uniti era quella di esportare l’aborto e l’ideologia di genere radicale in tutto il mondo. Questo è ciò che hanno fatto con i vostri soldi delle tasse.

Hanno costretto senza sosta i Paesi in via di sviluppo a ripetere a pappagallo le loro opinioni di estrema sinistra. Ma sotto la guida del Presidente Trump e con il nostro grande Segretario di Stato, crediamo che ogni paese del mondo abbia il dovere di proteggere la vita e che non sia compito degli Stati Uniti promuovere l’ideologia di genere radicale. Il nostro compito è promuovere le famiglie e il benessere umano.

Ecco perché abbiamo completamente riorganizzato gli aiuti esteri degli Stati Uniti e chiuso i rubinetti alle ONG il cui unico scopo è dissuadere le persone dall’avere figli. Ecco perché abbiamo aderito nuovamente alla Dichiarazione di consenso di Ginevra per promuovere la salute materna e famiglie forti in tutto il mondo.

Ed è per questo che alziamo la voce quando altre Nazioni mettono in prigione i sostenitori della vita e della famiglia per aver pregato in silenzio, cosa che abbiamo visto fin troppo spesso, ma che deve finire.

E oggi, la nostra Amministrazione è orgogliosa di annunciare una storica espansione della Mexico City policy [politica di Città del Messico: N.d.T.]. Inizieremo a impedire a tutte le ONG internazionali che praticano o promuovono l’aborto all’estero di ricevere un solo dollaro dagli Stati Uniti.

Ora stiamo ampliando questa politica per proteggere la vita, per combattere le politiche DEI [diversity, equity, and inclusion; diversità, equità e inclusione: N.d.T.] e le ideologie di genere radicali che predano i nostri figli. Con queste aggiunte, la norma coprirà ora ogni forma di assistenza straniera non militare inviata dall’America. Complessivamente, abbiamo ampliato la Mexico City policy [politica di Città del Messico: N.d.T.] di circa tre volte rispetto a prima. E ne siamo orgogliosi perché crediamo nella lotta per la vita.

Molti di voi sapranno che, sotto l’Amministrazione Biden, sono stati utilizzati il programma Medicaid e altri programmi per riciclare i vostri soldi delle tasse in fondi per l’aborto in tutti gli Stati Uniti. E con l’aiuto della maggioranza repubblicana al Congresso, con i «tagli fiscali per le famiglie lavoratrici», abbiamo fermato questa pratica una volta per tutte. Ora è illegale, esattamente come dovrebbe essere.

Lasciatemi dire, amici miei, che dobbiamo essere chiari: non possiamo essere neutrali. Il nostro Paese non può essere indifferente al fatto che le prossime generazioni vivano o muoiano. Perché, pensateci bene, cosa dà in definitiva significato e vita agli Stati Uniti d’America? Non è una domanda nuova. Ogni civiltà è stata costretta a rispondere. Voi marciate oggi. Noi marciamo oggi perché avete una risposta a questa domanda su che tipo di civiltà siamo e su che tipo di civiltà diventeremo in futuro.

Qualche tempo fa ho letto un articolo sull’archeologia classica, tra tutte le cose. E un particolare dettaglio mi ha colpito: uno dei segni rivelatori di un antico bordello nel mondo pagano era che nelle vicinanze si trovava sempre un gran numero di scheletri di bambini, molti scheletri di bambini; e quelle ossa appartenevano prevalentemente a maschi perché, a differenza delle bambine, quei maschi non sarebbero stati utili ai futuri adulti che gestivano quei bordelli.

Ora, questo è scioccante per noi che siamo cresciuti in una cultura cristiana e siamo stati plasmati dai valori religiosi. Anche per quelli di noi che non sono particolarmente devoti, è una cosa scioccante da sentire. Ma ricordiamo che nell’antico mondo pagano, abbandonare i bambini era una pratica abituale.

Dagli scheletri nei bordelli al sacrificio dei bambini dei Maya, il segno della barbarie è che trattiamo i bambini come inconvenienti da scartare piuttosto che come benedizioni da amare.

Ma l’eredità della nostra civiltà è un’altra cosa: il fatto che, come ci dice la Scrittura, ogni vita è creata in modo meraviglioso e prodigioso dal nostro Creatore.

La March for Life, amici miei, non è solo una questione politica. Per quanto importanti siano tutte queste questioni politiche, si tratta di decidere se rimarremo una civiltà sotto Dio o se alla fine torneremo al paganesimo che dominava il passato.

Oggi, l’estrema sinistra in questo Paese dice ai nostri giovani che il matrimonio e i figli sono ostacoli; che è irresponsabile, persino immorale, a causa del cambiamento climatico o di qualche altra ragione, incoraggiare i nostri giovani a mettere su famiglia. Ci dicono che la vita stessa è un peso. Ma noi che partecipiamo a questa marcia sappiamo che è una bugia.

Sappiamo che la vita è un dono.

Sappiamo che i bambini sono preziosi perché li conosciamo e li amiamo e vediamo come possono trasformare le nostre famiglie.

Sappiamo che la famiglia non è solo fonte di grande gioia, ma è parte del disegno di Dio per gli uomini e le donne, un disegno che si estende dalla famiglia ai nostri quartieri, alle nostre comunità e agli stessi Stati Uniti d’America.

E sappiamo che trattare tutti con dignità non è sempre facile. Non è sempre conveniente, ma è la cosa giusta da fare.

Sappiamo che le persone che dicono ai nostri giovani uomini e donne che abbandonare la famiglia e i figli è una forma di liberazione, dicono una bugia.

E quindi, ai nostri concittadini americani, marciamo in parte per testimoniare. Ai nostri concittadini americani diciamo che non troverete mai un grande significato in un cubicolo o davanti allo schermo di un computer. Ma troverete un grande significato se vi dedicherete alla creazione e al sostentamento della vita umana.

Ora, devo affrontare un argomento delicato, e ho sentito il ragazzo laggiù parlarne, una paura – che alcuni di voi hanno – che non siano stati fatti progressi sufficienti, che non stiamo andando abbastanza veloci, che la nostra politica non sia riuscita a rispondere al richiamo alla vita che questa marcia rappresenta e che tutti noi, credo, portiamo nel cuore. E voglio che sappiate che vi ascolto e che vi capisco.

Ci saranno inevitabilmente dibattiti all’interno di questo movimento. Ci amiamo, ma avremo conversazioni aperte su come utilizzare al meglio il nostro sistema politico per promuovere la vita, su quanto dobbiamo essere prudenti nella causa della promozione della vita umana. Penso che questi siano dibattiti buoni, onesti e naturali. E, francamente, non sono solo buoni per tutti voi. Aiutano a mantenere oneste persone come me. E questa è una cosa importante.

Ma penso che tutti noi dobbiamo anche ricordare che ci è stato comandato di non lasciare che i nostri cuori siano turbati. Perché guardo questa folla e vedo giovani per i quali partecipare a questa marcia è l’unico mondo che abbiano mai conosciuto.

E vedo persone con qualche capello grigio in più che, per cinquant’anni, hanno lottato per vivere in un Paese in cui le questioni della vita fossero risolte da noi, il popolo, piuttosto che da tiranni e malfattori. Tutti noi abbiamo ascoltato le loro storie. Hanno sentito parlare del movimento tradito, di un passo avanti e poi due indietro e poi tre avanti. Conoscono storie di delusioni e di trionfi. Alcuni di loro li ho conosciuti personalmente, grazie alle questioni elettorali per cui ho lottato con grande impegno, alcune delle quali hanno avuto esito positivo e altre negativo. E ricordo i miei amici che hanno trascorso tutta la loro vita a lottare per i nascituri senza mai vedere le vittorie che si sono accumulate negli ultimi anni.

Amici miei, vi chiedo di guardare a dove era la lotta per la vita solo un decennio fa e ora guardate a dove è oggi. Abbiamo fatto passi da gigante nell’ultimo anno e continueremo a farli nei prossimi tre anni. Ma sono realista. So che c’è ancora molta strada da percorrere insieme.

Prendete coraggio da quanto abbiamo già fatto. Ma non perdete di vista il motivo per cui marciamo. E finché sarete là fuori a marciare per la vita, spero che sappiate che il Vicepresidente degli Stati Uniti marcerà con voi. Dio vi benedica tutti e grazie per avermi invitato.

[National Catholic Register – Nostra traduzione)

Foto di Tessa Rampersad su Unsplash

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