Lo scorso 9 settembre Angela Merkel è stata ospite di una puntata speciale del podcast “Meckel & Matthes”, prodotto dal quotidiano tedesco Hadelsblatt.

L’intervista era dedicata ai temi dell’influenza e del potere delle grandi aziende tecnologiche.

Attorno al minuto 21 l’ex Cancelliere Federale della Germania ha fatto riferimento al ruolo e alla pressione di Bill Gates e delle sue associazioni. Secondo le parole della Merkel, Gates “veniva accolto da un qualsiasi capo di Governo nel mondo con una cordialità pari almeno a quella riservata a me” e questo a motivo dell’enorme potere economico accumulato con le sue aziende tech. Più espressamente tale situazione permise a Gates di avere “il potere, in virtù del proprio denaro, di esercitare una pressione morale”, si intende una pressione sui capi del Governo di tutto il mondo. Uno degli elementi di pressione si individua nelle campagne di promozione vaccinale. Continua l’intervista: “Se non stanziavamo abbastanza fondi, ne uscivi subito sotto una cattiva luce. E poi lui diceva a ogni capo di Governo africano: ‘La Merkel quest’anno è stata spilorcia’. In questo modo [Gates] aveva acquisito un enorme potere”.

Ho scelto di riprendere le parole di questa intervista non per battere il chiodo sul problema della politicizzazione della sanità, sebbene il tema sia urgente e delicato. Mi interessava particolarmente lo sviluppo finale di questo estratto dell’intervista, quello in cui il confronto Merkel-Gates ripiega sulla questione dell’istruzione: “Gli chiesi se non fosse possibile orientarsi maggiormente su altri settori, come l’istruzione. Ma lui [Gates] mi rispose che in quel campo i risultati ottenuti sono molto più difficili da misurare”.

Ricapitolando, nel brano preso in considerazione ci viene detto che Gates, un privato, ha un potere economico tale da porsi alla pari con i rappresentanti eletti dei vari Stati; che li spinge per promuovere campagne vaccinali (il riferimento all’Africa purtroppo sposta il pensiero ad alcuni episodi tragici in termini di morti ed effetti avversi); che i potenti del mondo, su pressione del magnate, mettono in secondo piano l’istruzione e preferiscono agire per via di vaccinazione.

La dichiarazione centrale, cui pure il sottoscritto è particolarmente sensibile in senso negativo, è in fondo la meno grave: la pressione per i vaccini e la salute potrebbe avere anche degli aspetti positivi. Certo, è da capire se la pressione di Gates è stata esercitata in modo da favorire campagne vaccinali sicure oppure no.

La prima dichiarazione equivale a una bomba a orologeria piazzata nel seno delle democrazie: se la democrazia, come potere del popolo che elegge i propri rappresentanti, è già decaduta a livello di una malcelata combutta di potenti, nella quale gli arricchiti ricattano i politici eletti, significa che siamo vicini a quel salto già intuito da Platone: dalla democrazia alla tirannide. Liberarsi dei super-capitalisti però non sarà così facile come decapitare il monarca assoluto.

La terza dichiarazione documenta che, stando all’iniziativa dei nostri governanti, è già nettamente segnata la strada che ci porterà non a una nuova Gerusalemme, ma a una nuova Babele – per citare la profezia di Leone XIV in “Magnifica Humanitas”. Coloro che padroneggiano la situazione infatti hanno già scelto che investire nell’educazione, nell’istruzione e nella formazione è cosa troppo faticosa e dispendiosa. Meglio procedere con politiche di controllo sanitario, il che significa strizzare l’occhio a forme di ingegneria sociale e di transumanesimo.

C’è da sperare che il trend si inverta e che l’immagine degenerata di un miliardario che manipola gli Stati liberi stia già sbiadendo. Ma sappiamo che il male non sbiadisce da se stesso: chiede l’interazione degli uomini di buona volontà, che si impegnino nella ricostruzione della Città di Dio.

“L’umanesimo cristiano non rifiuta la scienza e la tecnica, ma le assume con gratitudine e realismo, e le colloca ‘con i piedi per terra’ dentro una vocazione più alta. L’intelligenza creativa dell’essere umano è un dono che può alleviare sofferenze e aprire possibilità nuove, ma essa deve restare ordinata al bene comune, alla giustizia, alla cura dei fragili e del creato. In questo senso, la vera alternativa non è tra entusiasmo e paura, ma tra due modi di costruire: un progresso che serve la persona e i popoli, oppure un progresso che li piega a logiche di potere”. (Magnifica Humanitas, 129)

Don Marco Begato

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